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1 punto in 4 partite di Champions League per il Milan. E pensare che è primo in campionato ed è imbattuto. Ciò la dice lunga sulla Serie A.

Fallimento europeo– Il ritorno in Champions, dopo 7 anni, non è stato dei migliori. Ottenere il primo punto dopo 4 partite ha lasciato quasi senza speranze società e tifosi, che vedono la qualificazione molto lontana. Milan che si ritrova in due situazioni completamente opposte in campionato e in Europa. Da una parte è quindi ultimo, dietro non solo ad Atletico e a Liverpool, ma anche al Porto; squadra che nei match disputati non è assolutamente sembrato una spanna sopra. Si può parlare di un fallimento, in parte dovuto all’ansia da prestazione dopo 7 anni di astinenza, in parte per l’inesperienza di molti membri della rosa nei confronti della più grande competizione europea.

Campionato d’oro– Ma se guardiamo alla Serie A si vede un Milan in testa alla classifica, primo insieme al Napoli con 10 vittorie, 1 pareggio e 0 sconfitte. Nei top 5 campionati europei solo Liverpool e Friburgo sono ancora imbattute in campionato. Rossoneri che d’altronde a inizio anno avevano posto l’obbiettivo su un’altra qualificazione in Champions League, e ora invece stanno lottando per riportare lo scudetto nella loro parte di Milano. La domanda sorge spontanea: com’è che il Milan, così forte in Italia, faccia così fatica in Champions? La risposta è da ricercare nel crollo del campionato italiano. I Rossoneri ne sono un esempio: dei contendenti al titolo italiano che in Europa fanno molta, moltissima, fatica a vincere.

Serie A– L’ultima italiana ad arrivare in finale di Coppa Campioni è stata la Juventus nel 2017, nella sfida persa 4-1 contro il Real. L’ultima edizione vinta risale addirittura al Triplete dell’Inter nel 2010. Dati non buoni per il calcio italiano, che continua a essere un livello sotto all’Inghilterra. Pecchiamo di eccessivo tatticismo, di un arbitraggio troppo rigido se paragonato a quello inglese. Mancano anche investitori e stadi di proprietà, in modo da generare introiti anche solo leggermente vicini a quelli delle big europee. Troppa la differenza con gli altri campionati, troppi i gap da colmare affinché nel recente periodo si possa aspirare a tornare a vincere. Il calcio italiano non è più quello degli anni ’90, dove grazie a presidenti milionari abbiamo dominato il continente. Siamo crollati, e difficilmente possiamo competere alla condizioni attuali.