Ieri si è svolta la gara di Champions League tra Liverpool e Milan, una sfida che ha ricordato quel biennio diviso tra inferno e paradiso.

Quando il Milan e il Liverpool si affrontano, la mente ritorna sempre all’inferno di Instanbul o al paradiso di Atene. O meglio, ad Atene 2007. Una finale che scrisse la storia della Champions, la storia di una vera rivincita, uno scenario che ha dato una seconda opportunità imperdibile al club rossonero.

La gara vedeva da una parte con la maglia bianca il Milan e dall’altra con la maglia rossa gli inglesi del Liverpool, una seconda opportunità per i rossoneri che poche squadre possono avere: ribaltare la finale di due anni prima ad Instanbul dove praticamente gli stessi undici, in vantaggio per 3-0 al primo tempo, si erano visti rimontare nella ripresa per poi perdere ai rigori. Una disgrazia che ogni tifoso milanista ricorda per le parate di Dudek e per una partita dominata per 120 minuti, ad eccezione di 10 minuti di follìa.

Nel 2007 i diavoli di mister Carlo Ancelotti portarono quella che risulta essere ancora oggi l’ultima Coppa dalle Grandi orecchie sollevata dal club milanese.

Ma torniamo al 23 maggio 2007 quando allo stadio Spyros Louis di Atene, capitale della Grecia, si svolgeva la finale di Champions League 2006-2007.

Il primo tempo vide le due squadre destinate a terminare col punteggio in parità, finché al minuto 45 Filippo Inzaghi decide di incaricarsi della battuta di un calcio di punizione per i milanisti. Un tiro chirurgico, perfetto. Inutile il tentativo di Pepe Reina di respingere la sfera. È gol e il Milan passa in vantaggio. La gara sembrava dunque sembrava concludersi con solo un gol a zero, ma al minuto 82 ancora Pippo Inzaghi con la palla tra i piedi spiazza nuovamente il portiere spagnolo e i rossoneri raddoppiano. La Champions è ormai di sponda rossonera.

La festa però dura poco e si trasforma in paura. Sì, perché al minuto 89 Dirk Kuyt insacca la rete del 2-1. Il Milan inizia a temere il pareggio, a rivedere i fantasmi di quella maledetta finale turca dopo la quale Pirlo confessò di aver pensato a ritirarsi. Questa volta non è così. L’arbitro decreta la fine del match e il Milan vince la sua settima Champions. È record.

Dopo papà Cesare, il figlio Paolo alza al cielo la coppa dalle grandi orecchie: un Milan che ha fatto sognare milioni di tifosi italiani. Anche chi non era milanista, quella sera tifava per i diavoli.

Un Milan così non lo riavremo mai più. Leggende del calcio che fanno piangere il cuore dei nostalgici. Nomi che solo a sentirli pronunciare o a leggerli fanno scendere la lacrima dei ricordi. Di quando il calcio era composto da campioni che giocavano e sudavano per la maglia.

Queste le formazioni di quella storica partita:

MILAN (4-4-2):

Dida 1, Massimo Oddo 44, Alessandro Nesta 13, Paolo Maldini 3 (C), Marek Jankulovski 18 (Kakha Kaladze 4), Gennaro Gattuso 8, Andrea Pirlo 21, Massimo Ambrosini 23, Clarence Seedorf 10 (Giuseppe Favalli 19), Kaká 22, Filippo Inzaghi 9 (Alberto Gilardino 11).

Coach: Carlo Ancelotti

LIVERPOOL (4-2-2-1-1):

Pepe Reina 25, Steve Finnan 3 (Álvaro Arbeloa 2), Jamie Carragher 23, Daniel Agger 5, John Riise 6, Xabi Alonso 14, Javier Mascherano 20 (Peter Crouch 15), Jemraine Pennant 16, Boudewijn Zenden 32 (Harry Kewell 7), Steven Gerrard 8 (C), Dirk Kuyt 18.

Coach: Rafael Benítez

Gol: 45’ Inzaghi (Milan), 82’ Inzaghi (Milan), 89’ Kuyt (Liverpool)

Ammonizioni: Gattuso (Milan), Jankulovski (Milan), Mascherano (Liverpool), Carragher (Liverpool)

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