SZCZESNY 6,5 A volte un portiere si merita un buon voto non per le parate, praticamente nulle, ma per l’impressione di sicurezza e per la presenza trasmessa alla squadra con semplicità ed efficacia. Se solo la smettesse di ricominciare l’azione dal basso, attentando alle coronarie di un popolo intero…

DANILO 7 Grande partita, oserei dire una delle migliori in maglia bianconera. Il 90% delle azioni riparte da lui ed è raro vederlo in difficoltà nell’appoggio: Distrugge Marcos Alonso e Ziyech, 2 al prezzo di 1. Si erge a baluardo della fascia sinistra e quando riparte non lo fa per scherzo. E’ l’eterna domanda: ci ha guadagnato la Juve o il City? A giudicare dal Cancelo visto a Parigi, la risposta è degna di Max Catalano.

BONUCCI 7,5 Mastodontico, gigantesco, tiranneggiante. Per la verità non corre più come una volta, rientra dalle escursioni con grande fatica, ma si “sfoga” su quel povero malcapitato di Lukaku che pare avere esclamato verso la metà del 2° tempo: “Va beh Chiellini, ma ora anche tu, Bonny, non m fai vedere la biglia?” E in un gesto di reazione estrema alla malasorte ammolla un fendente sinistro che sorvola la traversa, unica azione pericolosa di un Chelsea che ha tenuto palla per l’85% del tempo (della serie: le statistiche non servono un beata fava applicate al calcio). Dopo di che, Bonucci ritorna a sovrastarlo e Lukaku va negli spogliatoi a farsi spiegare come è fatto un pallone.

de LIGT 7 Eurialo e Niso con Bonucci. Chi erano Eurialo e Niso? Leggete l’Eneide nella splendida traduzione di Annibal Caro, non è vietato. E’ la Afsluitdijk in bianconero, direttamente dal mare del Nord. Di testa non ce n’è, di piede anche. La trincea lo esalta e a Londra cantano: “It’s a long way to Tipperary…”

ALEX SANDRO 7 Per il commento, vedere Danilo. Con la differenza che dalla sua parte ci sono due pessimi clienti come Azpiliqueta e Havertz. Invertendo l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia: annullati entrambi. Havertz poi scompare dal campo da subito e Sandro continua per tutta la gara ad anticipare, arrembare, ripartire. E pensare che qualche juventino, vero genio del gioco delle birille, ha qualcosa da eccepire a prescindere. Eh, il calcio non è per tutti…

CUADRADO 6,5 Supporta Danilo, ma non appare perfetto. E’ già da tempo che si nota un certo ritardo di condizione e che certe giocate peculiari non riescono come di solito. Juan avrebbe bisogno di rifiatare, ma come si fa senza di lui? Se lo chiede anche Bernardeschi che si divora il raddoppio su una palla precisa di Cuadrado. Perchè è solo questione di forma, la sostanza è intatta.

BENTANCUR 6,5 Voto esattamente mediato tra le contumelie recitate ad alta voce dopo l’ennesimo pallone impreciso e la dedizione eroica calata in campo fino ad essere stremato. Gara di grande sacrificio e di grande merito. Se solo sapesse impostare, dopo avere sradicato la palla dai piedi avversari… (CHIELLINI S.V. Al netto di una chiusura in calcio d’angolo a salvare una situazione quanto meno problematica ad una manciata di minuti dalla fine. Entra perché sa bene cosa sia la “Ragione di Stato”, senza tanti ripensamenti e tanti orpelli)

LOCATELLI 6 Non si improvvisa una partita in Champions League, provenendo dalla provincia. Si può andare incontro ad amare sorprese, giacché l’asticella si alza di una cifra notevole. Siccome poi è assai difficile incocciare con un compagno che si infila in avanti, Locatelli si mette a fare filtro, con tutte le armi che conosce e in un paio di volte, una per tempo, si immola su cannonate “blues” dal limite dell’area. Per stasera può bastare, crescerà.

RABIOT 5 Allegri ti prego, non farmelo più vedere in campo. Lo so che siamo contati, lo so che potrebbe esplodere da un momento all’altro, ma nel frattempo esplodono le mie corde vocali nell’atto di mandarlo a quel paese. Indisponente, come la sua corsa, il suo dinoccolato muoversi, il suo atteggiamento da svampito. Al tiraccio sconclusionato partorito da una mente in totale confusione, invece di incrociare su Chiesa, libero di presentarsi solo davanti alla porta, verso la metà del 1° tempo, abbiamo rischiato lo sfratto, data l’ora. Ti prego, mister, tienilo in tribuna a farsi consolare da “mamàn” (McKENNIE S.V. Cambio per contenere le ultime folate avversarie o per contenere numericamente le “ciofeche” di Rabiot? Misterium fidei…)

BERNARDESCHI 6,5 Il ruolo di prima punta gli mancava. Alla mala parata lo mettiamo in porta e completiamo le mansioni tattiche affidate al Berna. Teniamo sempre conto di questo piccolo particolare, quando esprimiamo giudizi “tranchant” su di lui. Questa sera partecipa al gioco della squadra come raramente si era visto in passato. Prova anche a ricordarsi come si battono le punizione dal limite, dopo gli anni bui di “tiro io”, firmato CR7. Consegna un assist sontuoso a Chiesa per il vantaggio preziosissimo e si mangia il raddoppio di sinistro (roba da rincluderlo ai Piombi di Venezia). Ma siccome finisce bene, lo perdono per l’ennesima volta. (KULUSEVSKI 5,5 Entra in campo con il compito di congelare il pallone il più lontano possibile dalla porta sotto la curva sud. Tutte le volte che ha la palla tra i piedi però si fa fatica a capire se c’è o ci fa. Confusionario ed approssimativo, involuto come pochi altri. E’ nullo nello stop del pallone, quasi come dire ad un dentista che non sa usare il trapano.)

CHIESA 8 Lunga vita al Federico 22 ! Velocità di pensiero pari a quella della luce: occasione ghiotta? Fa 1 a 0 senza se e senza ma. Se in 10 secondi dal calcio d’inizio della ripresa si può approfittare di una distrazione della difesa della squadra di Tuchel, è d’obbligo raccogliere. Basta mandare la “spigolatrice Federico” e…Sapri lo score (battutaccia, me ne rendo conto!). Se penso che Chiesa è mezza Juve, immagino di raccogliere consensi. (KEAN S.V. Sacrificato sull’altare del pragmatismo allegriano. D’accordo col mister in pieno e da subito, appena letta la formazione. Si deve avere un cambio in attacco, in una partita esattamente sognata così come si svolge. E Moise si comporta anche bene, cercando di fare a sportellate nell’intento di tenere la palla più su possibile. Si vince anche di furbizia e di malizia, lo dico ai soliti innamorati dei trapezisti senza rete e dei domatori di cavalli volteggianti)

ALLEGRI 7,5 La vince lui, poche balle. Sceglie la formazione giusta ed incanala la gara sul sentiero che predilige, mettendo i campioni in carica in grossa difficoltà. Eh già, cari signori dilettanti allo sbaraglio nel terribile mestiere di opinionista, poiché vi è davvero impossibile comprendere che questa sera la Juve ha condotto la partita come più ha voluto, costringendo il Chelsea ad infilarsi in un imbuto tattico da cui non è mai emerso. La Juventus costringe una squadra irresistibile in campo aperto a rimbalzare una, dieci, mille volte contro un muro granitico, senza mai, dico mai, cambiare atteggiamento. Allegri impartisce una lezione tattica a Tuchel senza precedenti e l’inquadratura impietosa del tedesco abbandonato contro la ringhiera delle scale della panchina, lo evidenzia in modo spietato. Non piacerà alle vestali del “bel gioco” (cosa significa bel gioco? Non lo sanno nemmeno loro…), a quelle creature conservate vergini per assecondare il servizio al dio “sottoilnasopuzzapuzzapuzza”. “Vergini, ma de ché…” esclamerebbe Anna Marchesini, mai sufficientemente compianta. Ora siamo praticamente agli ottavi, contando su 3 punti in casa con il Malmoe ed un altro punto nelle altre 3 partite. Tanto, primi o secondi nel girone non importa un bel fico secco.