L’Inter ha battuto lo Shakhtar Donetsk in maniera convincente. Dopo aver visto i fantasmi di un possibile 0-0 consecutivo, i nerazzurri hanno dominato nella ripresa. Il gol di Dzeko, dopo due reti annullate, ha sbloccato la squadra di Simone Inzaghi.

Il risultato è stato netto e il punteggio decisamente giusto. Nella prima frazione di gioco c’era stata un po’ di sfortuna e poi il braccino corto. Gli ucraini, imbottiti di brasiliani, sono stati inoltre pericolosi in un paio di occasioni. Eppure l’Inter ha mostrato una condizione fisica decisamente buona e tante soluzioni. Per quanto riguarda i calci da fermo, quando non c’è Calhanoglu c’è Dimarco. La velocità è sfruttabile con Correa quando esce Lautaro. I subentrati convincono e la qualità non viene meno.

Da segnalare la folta presenza di italiani nel gruppo base di Simone Inzaghi. Basti pensare agli ingressi di D’Ambrosio, Sensi e del succitato Dimarco. La fase difensiva ha funzionato anche senza un pilastro come De Vrij. Altri pilastri, ovvero calciatori strutturali, sono stati fondamentali come spesso accade. Brozovic sempre onnipresente come frangiflutti, Dzeko e Perisic eccezionali.

La squadra è apparsa in fiducia e ha saputo essere paziente. Considerata la pressione dovuta alla gara, questo aspetto non era scontato. Nonostante le tante occasioni non finalizzate e i gol annullati, l’Inter ha attaccato senza soluzioni di continuità. Partita da grande squadra, che ha mostrato una mentalità europea. Meglio decisamente rispetto allo scorso anno.

La difesa a tre ha funzionato piuttosto bene, mentre nel finale, con il palo di Dodò, c’è stato un errore nella scalata. Fondamentale Ivan Perisic, la cui grandissima gara va al di là del cross per Dzeko. Il rinnovo del croato è d’uopo. Così come quello del connazionale Marcelo Brozovic. Adesso servono buone notizie dalla Moldavia per una qualificazione agli ottavi dopo 10 anni.