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La Serie A è un campionato in cui il livello medio delle big si è alzato ma non vi sono assolutamente corazzate: il centrocampo delle varie compagini ne è l’emblema. Difatti nessuna delle big può vantare su un reparto nevralgico particolarmente completo. Analizziamo nei dettagli le sette squadre principali.

Inter

Barella, Brozovic e Calhanoglu sono i tre che compongono il reparto. I primi due sono delle garanzie mentre il turco deve dimostrare continuità. Vidal è in netta fase calante, Gagliardini non è un’alternativa di livello, mentre Vecino, tornato dall’infortunio, è un semplice comprimario. Dopo il malore accusato agli Europei, è impensabile che Christian Eriksen torni in campo con la maglia dell’Inter.

Milan

Considerando che la trequarti, manca qualcosa. Bennacer, Kessié e Tonali, con il primo e il terzo che si giocano il posto, danno garanzie. Bakayoko ha fatto male a Napoli, mentre Krunic non sembra all’altezza. Brahim Diaz è un trequartista di livello ma manca una grande alternativa. Nell’emergenza può giocare anche Florenzi nei tre.

Juve

Il centrocampo è il tallone d’Achille di questi anni. Bentancur, pupillo dei vari tecnici bianconeri, è lontanissimo dai centrocampisti del recente passato. Rabiot prometteva tanto al PSG ma, pur non demeritando, commette un errore a partita. Arthur, al netto dei problemi fisici, non è mai entrato a regime. McKennie era partito bene, ma anche lui sembra un comprimario e non certo un leader. Ramsey non ha mai particolarmente inciso. Le speranze sono tutte riposte in Manuel Locatelli.

Napoli

Zambo Anguissa ha indubbiamente migliorato il reparto, che però non è ancora completo. Demme può tornare con calma. Fabian e Zielinski sono ottimi giocatori mentre Elmas deve confermarsi. Lobotka è un semplice comprimario, inferiore al comprimario medio di altre squadre. Mancano profili come regista e mezzala alla Allan.

Atalanta

Il reparto è piuttosto completo, ma mancano i picchi. Freuler, De Roon e Koopmeiners sono calciatori di livello. Pessina, campione d’Europa, dà ampie garanzie. Malinovskyi e Miranchuk non hanno mai trovato costanza. Pasalic è un altro centrocampista intermittente. Le scelte sono tante e il livello medio è alto, ma non vi sono top.

Roma

José Mourinho ha fatto capire a più riprese di non fidarsi di Diawara e Villar. I due non hanno convinto finora e difficilmente avranno grande spazio. Cristante e Veretout sono incursori ma non dei mediani bloccati. Pellegrini sta facendo benissimo ma non ha una vera alternativa. Mou accentrerà Mkhytarian o Zaniolo.

Lazio

Milinkovic-Savic è un top player per la Serie A e anche Luis Alberto è di grande spessore. Quando riposa il 34enne Leiva spazio a Cataldi, che non ha mai impressionato in carriera. Basic è da vedere nel nostro campionato. Akpa-Akpro non sembra un comprimario di livello.

In conclusione, la Serie A presenta squadre con un centrocampo titolare molto valido ma poche riserve, altre con un reparto nevralgico completo ma senza picchi, altri ancora con cinque giocatori di livello ma con determinati profili mancanti. Pleonastico affermare che il gap con i top club europei è evidente. Se prendessimo una rosa della Serie A per un’ipotetica Italia di Lega verrebbe fuori un reparto nevralgico formidabile, ma tutte le big hanno delle falle.