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Vinicius Junior sta diventando sempre più imprescindibile per il Real Madrid. L’ennesimo gol decisivo siglato ieri contro il Siviglia ci ha detto che questo giocatore fa sul serio per diventare uno dei più forti al mondo. Un ragazzo di appena 21 anni che ha già dei colpi da fuoriclasse assoluto, perché il capolavoro che ha tirato fuori al minuto 87 nella partita contro i Lusitani è stato uno degli innumerevoli realizzati con i Blancos: stop di petto orientato ad aggirare Ocampos, un paio di finte di corpo e terra-aria sotto l’incrocio dei pali. Golazo, direbbero in Spagna. Un gol che ha permesso alla squadra di Carlo Ancelotti di mantenere la vetta della classifica in modo da tenere alle spalle i cugini rivali dell’Atletico, corsari a Cadice poche ore prima.

L’evoluzione che ha avuto il brasiliano da quando è sbarcato a Madrid (2018) per 45 milioni di euro più bonus – facendolo diventare il minorenne più pagato della storia – è stata a dir poco sbalorditiva. Arrivato in un momento delicatissimo per via dell’addio di Cristiano Ronaldo, Vinicius Jr ha saputo reggere la pressione, facendosi trovare pronto ogniqualvolta veniva chiamato in causa. Dopo una prima stagione (18-19) non troppo positiva per il Real, conclusasi con il ritorno di Zidane dopo gli esoneri di Lopetegui e Solari, la vita madrilena dell’ex Flamengo è cambiata radicalmente. Zizou, per l’annata successiva, lo piazza stabilmente a sinistra in modo da sfruttare la sua velocità e il suo ubriacante dribbling. Nonostante il ricco investimento fatto da Florentino Perez su Eden Hazard, il tecnico francese ha continuato a puntare sul baby fenomeno brasiliano.

LE PRIME PROBLEMATICHE

Le prime problematiche arrivano nello spogliatoio, con il giovane che socializza poco e non viene ben visto (calcisticamente parlando) dai compagni. Vi ricorderete di quel famoso 27 ottobre 2020 in cui all’intervallo della partita di Champions League contro il Borussia Monchengladbach, Karim Benzema sussurra al compagno Ferland Mendy di non passare la palla a Vinicius. “Gioca contro di noi, fa quello che vuole”, conclude l’attaccante francese. Ecco, forse è da quel momento che è scoccata la maturità del classe 2000, bravo a mettere il talento al servizio della squadra e non solo per sé stesso. Zidane continua a farlo giocare, crescere e soprattutto responsabilizzare, visto che non è da tutti giocare a quell’età nel club più prestigioso al mondo.

Quello che gli manca, però, è la cattiveria sotto porta. Quella dote di killer instinct necessaria per fargli compiere un ulteriore salto di qualità. E infatti non è tardato troppo ad arrivare perchè Carletto Ancelotti, una volta richiamato dal presidente, ha deciso di puntare fortemente sul brasiliano. Ieri, al termine della partita vinta contro il Siviglia, l’allenatore italiano ha usato parole al miele per il numero 20; “E’ un giocatore che ha qualcosa di speciale nei piedi e nel fisico. Ciò che sorprende tutti è la capacità di segnare che in passato non aveva”. Il dato è tratto, verrebbe da dire. Oggi Vinicius Junior vede e sente la porta; da timido è diventato cattivo. Fino adesso, in 19 presenze tra Liga e Champions ha realizzato 11 gol. Una media spaventosa considerando che gli anni precedenti viaggiava sulle 4/5 reti in 40 partite stagionali.

Ora, si può dire, è diventato Galactico a tutti gli effetti, consacrandosi una volte per tutte e mettendo in risalto tutto il suo straordinario talento. Il futuro è tutto dalla sua parte e il Real Madrid non può fare a meno del suo prodigio. E se è tornato alla ribalta, gran parte del merito va a quel signore in panchina col sopracciglio alzato.

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