Il tribunale francese ha stabilito la pena per Benzema. La complicità nel caso “Sextape” contro Valbuena gli costa 1 anno di carcere e 75 mila euro di multa.

La vicenda– È il 2014 e Valbuena cambia telefono, ma nel farlo chiede ad Axel Angot di aiutarlo a passarsi alcuni dati. Angot nel farlo trova un video hot del calciatore, e ne parla a Mustapha Zouaoui, detto “Sata”. Quest’ultimo contatta Karim Zenati, un pregiudicato e amico d’infanzia di Benzema. L’intento dei tre è quello di ricattare l’allora giocatore dell’Olympique Marsiglia: o avrebbe sganciato dei soldi o il video sarebbe diventato virale. Qui serve l’attaccante del Real, che ha il compito di convincere Valbuena. Nel mentre la polizia, in seguito alla denuncia di Mathieu, mette sotto controllo tutti i telefoni dei coinvolti.

Complice– È il 6 ottobre 2015, Benzema vuole “offrire una mano” al compagno di nazionale. Karim vuole spingere Valbuena a pagare, perché, secondo lui, se il video finisse in rete sarebbero guai grossi per il trequartista. Gli vuole presentare un amico di fiducia, che potrebbe aiutarlo. Ma la vittima non sta al gioco, vuole farsi valere. Benzema chiama l’amico in questione, Zenati, e gli dice “Valbuena non ci prende sul serio”. È la goccia che fa traboccare il vaso; la procura ritiene la punta del Real complice nello scandalo “Sextape” per questa telefonata intercettata.

Processo– Oltre che subire un “processo” sul campo, che vedrà Karim lontano dalla nazionale francese fino alla scorsa primavera, ovviamente parte un vero processo. Questo 20 ottobre il pm chiede 10 mesi di carcere con la condizionale e 75 mila euro di multa. Il calciatore non si presenta in tribunale, “ragioni professionali” dicono i suoi avvocati. Ma oggi è arrivata la sentenza definitiva: 1 anno di carcere con condizionale e 75 mila euro di multa. Pene che dunque non impediranno al francese di giocare, avendo per l’appunto la condizione che gli consente di restare in libertà.