Intervistato dalla Gazzetta, Antonio Conte ha affrontato tutte le tematiche più calde di questo periodo calcistico, partendo dalla sua nuova avventura sulla panchina del Tottenham:

“Ho resistito a Levy in estate ma dopo aver mandato via Espírito Santo ha insistito tantissimo e ho ceduto. Le strutture di allenamento sono le migliori che abbia mai visto, incredibili. Il Tottenham è la sfida più difficile della mia carriera perché per vincere bisognerà spodestare quattro superpotenze: le due di Manchester, Liverpool e Chelsea. Bisognerà togliersi di dosso questa etichetta di perdenti con la bacheca vuota. Solo la Premier poteva farmi tornare in panchina così presto”.

Del resto l’inatteso divorzio con l’Inter è arrivato dopo un biennio logorante…

“I due anni con l’Inter sono stati la mia impresa più grande: interrompere una monarchia di nove anni della Juventus ha richiesto un grande dispendio di energie. Il divorzio è stato inaspettato ed inevitabile data la situazione finanziaria” 

L’Italia rischia ancora di non andare al mondiale e Conte ha una sua idea ben precisa…

“All’Europeo si sono allineate tutte le stelle e la squadra ha imbroccato un mese magico giocando bene, azzeccando ogni cambio, vincendo meritatamente ma anche aiutatata dalla buona sorte. Basti pensare ad Arnautovic e al suo gol annullato di un nulla. Dopo l’Europeo la magia è finita e da campioni il peso delle partite è aumentato. Tutti giocano la partita della vita contro i campioni, poi capita che sbagli due rigori, pareggi due partite che non dovevi pareggiare e ti ritrovi in uno spareggio insidioso. Temo il Portogallo, perché oltre a Cristiano Ronaldo, ha altri giocatori molto forti: è l’unica squadra che può giocarsela contro di noi alla pari.”

Il campionato italiano, di cui fino a poco tempo fa era commentatore?

“Una lotta a tre, io vedo dentro anche l’Inter, insieme a Napoli e Milan”.