4 reti segnate, 0 subìte e tanti segnali incoraggianti emersi ieri nella partita vittoriosa del Torino contro la Salernitana. Il processo di crescita del Toro è parso evidente con la squadra che comincia a recepire i concetti di Ivan Juric seppur al cospetto di una Salernitana che si è limitata a difendere spesso con tutti gli effettivi dietro la linea della palla cercando solamente di ripartire in contropiede, denunciando scarsa qualità nella rosa e mancanza di idee. Il Torino ha fatto vedere buone cose, una manovra corale, aggressività, verticalizzazioni e gioco sulle fasce. I centrali difensivi si sganciavano a turno in avanti per accompagnare la manovra, i centrali di centrocampo facevano bene la doppia fase con Sanabria che finalizzava o dialogava coi trequartisti. Proprio i trequartisti sono stati la nota dolente di ieri con Marko Pjaca impreciso sottoporta e poco incisivo nell’uno contro uno e Karol Linetty totalmente apatico e avulso dalla manovra. Con Brekalo e Praet in rampa di lancio è facile immaginare una batteria di trequartisti diversa a partire già dalla trasferta difficilissima di venerdì prossimo a Sassuolo.

Dopo due stagioni deludenti la vittoria di ieri assume una grande importanza a livello psicologico per i giocatori vogliosi di scrollarsi di dosso le scorie di due annate disastrose. Lo stesso Juric nel post-partita ha sottolineato questo aspetto:

“Per i ragazzi questa vittoria ci voleva, arrivano da due anni difficili a livello psicologico e vincere così serve tanto per riprendere fiducia. Si può fare meglio rispetto a quanto fatto oggi, c’é mancanza di fiducia e questo risultato può servire per acquistarla”.

Da segnalare le ottime prestazioni di alcuni giocatori, Ansaldi su tutti. L’argentino ieri ha pennellato due cross al bacio per i gol di testa di Sanabria e Bremer evidenziando ancora una volta il fatto che se gli acciacchi gli daranno una tregua costituisce un valore aggiunto in termini di qualità. Bene Zima alla prima da titolare. Il difensore ceco ha mostrato personalità, sicurezza, senso della posizione sganciandosi spesso in avanti per creare superiorità numerica. Ottimo l’ingresso di Pobega, subito a segno, malino Milinkovic-Savic incerto in tre occasioni.