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Dopo tre anni, il Napoli non centra gli ottanta, ma si ferma a settantanove. La gara di bologna, ha riprodotto fedelmente la stagione azzurra. Una squadra che produce tanto, ma molto spesso sbaglia la giocata finale, fragile in difesa-troppi tre goal subiti a Bologna- ma di certo poco fortunata, Zielinski timbra il palo numero ventotto e la terza rete dei Felsinei è del tutto casuale.

Comincia adesso il momento più delicato della prossima stagione. Per competere bisogna sbagliare poco o nulla adesso. Tutto quello che accade da questa sera al prossimo luglio deve essere necessariamente perfetto se si vuole almeno lottare per il titolo. Il campo ha dato la sua sentenza definitiva, adesso la palla passa alla società.

Verdi ed Insigne si autobocciano

Poteva essere una gara importante per entrambi ma invece è stata una scena penosa da non ripetere. Verdi ed Inisgne si chiamano fuori, fuori da un progetto che ai loro, non li vede e forse non li vedrà protagonisti. Verdi la scorsa estate rappresentava uno dei migliori colpi del Napoli. Giocatore giovane, polivalente, capace di calciare senza alcuna differenza col destro e col sinistro. In molti già pensavano al prepensionamento di Callejon ed un Verdi protagonista a suon di goal. Nulla di tutto questo. Napoli ha conosciuto un Verdi abulico, anonimo, quasi mai al centro del progetto, un Gabbiadini 2.0 che ha visto nella sera bolognese la sua peggiore espressione. A chi giova tutto questo? Probabilmente a nessuno ed è con ogni probabilità arrivata la bocciatura definitiva. Capito Insigne, il capitano del Napoli, nonostante smentite di facciata mostra in campo una insofferenza evidente. Il Lorenzo brillante della prima parte della stagione è sparito, dando spazio al lorenzo irritante e strafottente che non riesce a trovare l’empatia con Ancelotti. Ne viene fuori una prestazione assai deludente che alimenta domande e pensieri cattivi: “Ma questo insigne serve davvero al Napoli?”“E’ adatto al gioco ancelottiano?”. Domande queste che certamente si farà anche la società. Il calciomercato è di fatto aperto, ed un addio a questo punto sarebbe tutt’altro che caloroso.

Il ritorno de “Il cervo che esce da foresta”

Vujadin Boskov oltre ad essere stato un grandissimo tecnico, era conosciuto anche per le sue incredibili e fantasiose massime. Una volta, parlando di Gullit disse: “Gullit è come cervo che esce da foresta”. Nella gara di Bologna, il Napoli ha ritrovato il suo cervo, ha ritrovato Faouzi Ghoulam. L’esterno algerino ha alzato incredibilmente il livello delle sue prestazioni nell’ultimo periodo, arrivando a siglare anche la prima rete stagionale. Il Ghoulam ritrovato è un motivo di felicità sia per Ancelotti, che ritrova un calciatore di tutto rispetto, uno dei migliori nel suo ruolo, ma anche per la società, che può tranquillamente lavorare in altre zone del campo perchè la corsia di sinistra ha ritrovato il suo legittimo proprietario.

Toglietemi tutto ma non il mio palo!

Il campionato degli azzurri non poteva non finire con l’ultimo legno. Dopo essere stati in svantaggio di due reti, il napoli era riuscito a rimettere la gara in sesto grazie alle reti di Ghoulam e Mertens, ed ad un certo punto sembrava proprio che gli azzurri potessero con facilità trovare la rete della vittoria. Ma il campionato, la stagione è andata così e quindi il bolide da fuori di Zielinski, doveva gioco forza stamparsi sul palo. Vogliamo parlare di imprecisione? Certo, ovviamente, vogliamo parlare di poca cattiveria? Ovviamente sì ed è evidente. Ma se una squadra in una stagione colpisce per ventotto volte i legni avversari si può, anzi, si deve necessariamente parlare anche di sfiga. Questa stagione potrà tranquillamente passare alla storia come la stagione più sfigata di sempre.