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Gaizka Garitano è salito alla ribalta del del calcio spagnolo nel giorno in cui il suo Éibar è salito in Prima Divisione per la prima volta nella storia. Gaizka Garitano ha toccato il cielo con un dito cinque anni prima come giocatore e capitano della squadra. La sua carriera da calciatore era stata comunque modesta, con solo una cinquantina di presenze in Liga, e tanta segundona.

Da allenatore aveva fatto la gavetta con l’Eibar, raggiungendo la promozione in Liga dopo quasi 70 anni di storia. L’apice della sua carriera con il club basco lo ha raggiunto nel 2014, appunto con il primo posto in segundona e promozione. L’annata in Liga è stata incredibile e beffarda, passando dalle stelle alle stalle in pochi mesi. Dopo 27 punti nel girone di andata, l’Eibar retrocesse, con la miseria di 8 punti nel ritorno. La squadra basca fu poi riammessa, visti i problemi economici dell’Elche, ma Garitano fu esonerato.

Il suo grande lavoro negli anni precedenti gli fece comunque guadagnare l’interesse di altri club spagnoli. Garitano sottoscrisse un accordo con il Valladolid nell’estate 2015, ma fu esonerato dopo 9 giornate.

Un anno dopo, Garitano ricevette una delle più grandi proposte della sua carriera, decidendo di prendere il lussuoso treno del Deportivo La Coruña. Fu una grande sfida, perché dovette far fronte ai problemi economici del club e a uno spogliatoio incandescente,.una vera patata bollente. Gaizka fu scelto dal club galiziano, precedendo in volata Rubén Baraja e Luis César Sampedro, vista la maggior esperienza data da promozioni e ottimo girone d’andata in Liga con l’Eibar. Al Riazor non ebbe fortuna. Quattro sconfitte consecutive, l’ultima per 4-0 contro Leganes, lo condannarono all’esonero, nonostante la squadra non fosse in zona retrocessione.

A volte, tuttavia, un passo indietro può portare a passi avanti per il futuro. E fu il caso di Garitano, che prese le redini del Bilbao Athletic, seconda squadra dell’Athletic Bilbao, compagine in cui aveva giocato. Garitano sostituì Cuco Ziganda, che fu promosso in prima squadra prima di lasciare il posto a Eduardo Berizzo. E a dicembre ha sostituito Berizzo proprio all’Athletic Bilbao.

Nato a Derio, Vizcaya, a soli cinque chilometri dal centro sportivo di Lezama, dove è cresciuto e ha dato i primi calci al pallone, Garitano si è messo al lavoro per rilanciare una squadra allo sbando. All’arrivo di Gaizka, l’Athletic era diciottesimo dopo la sconfitta per 3-0 contro il Levante. In sette giornate non solo non ha perso una partita, ma ha ottenuto 15 punti su 24, arrivando più vicino alla zona Europa che alla zona retrocessione.

Berizzo proponeva un gioco di possesso palla, mentre Gaizka Garitano ha capito che con i calciatori a disposizione sarebbe stato molto più pratico un gioco all’italiana. In Spagna parlano di  fútbol del norte, ovvero il calcio tipico dei club del nord della Spagna, ovvero quelli galiziani, baschi e navarri, un calcio tutto grinta e pressione.

L’Athletic Bilbao è diventata una squadra che punta a pressare il portatore di palla, che difende con tanti uomini e va in contropiede. Nonostante l’assenza di elementi importanti come Aduriz a Raúl García, Garitano ha saputo rivoluzionare l’attacco. Iñaki Williams è il centravanti titolare, mentre Muniain (che ha segnato il sesto gol in Liga) gioca vicino alla porta. E poi c’è Ibai Gomez, altro elemento pronto a lottare per la maglia. Garitano pertanto ha fatto sì che si concretizzassero tutti gli elementi per far tornare il sereno a San Mames, grazie a un gioco più pratico che esalta compattezza e senso di appartenenza della squadra dei “tutti baschi”.

 

Vincenzo Di Maso