Incredibile rimonta degli uomini di Nicola a Bergamo che riescono a recuperare 3 gol.

Una buona notizia dal campo difficilissimo di Bergamo: il Toro è vivo. Gli uomini di Davide Nicola davvero il leader carismatico dello spogliatoio granata riescono nell’impresa di rimontare 3 gol all’Atalanta di Giampiero Gasperini.

Nicola schiera dal primo minuto il nuovo acquisto Rolando Mandragora autore alla prima uscita di una buona partita. Sicuramente il suo innesto insieme al ritorno di Daniele Baselli nella mediana di centrocampo sono quel tocca sana che tanto si aspettava e che forse se preso ad inizio campionato avrebbe consentito al Toro di non navigare in acque pericolose.

La compagine granata come al solito ultimamente scende in campo molle subendo in mezz’ora 3 gol dalla scatenata formazione orobica ma al contrario dei match con Mister Giampaolo il Toro reagisce da squadra viva chiudendo il primo tempo sul 3 a 2. Bellissimo il gesto di fairplay di Andrea Belotti che scivolando al limite dell’area si auto accusa facendo cambiare idea all’arbitro tra gli applausi generali.

Anche nel secondo tempo il Toro resiste all’assalto iniziale dei nero azzurri di Gasp e trovano anzi il meritato pareggio con Bonazzoli chiudendo peraltro la gara in attacco.

Il Toro di Nicola è tutt’altra cosa. Passato per ben 3 volte in svantaggio (Benevento, Fiorentina e Atalanta) tutte e tre le volte hanno saputo reagire e raddrizzare la gara, spesso meritando addirittura la vittoria come a Benevento. Il merito dell’allenatore granata non sta tanto nel gioco o nel modulo per la quale è rimasto tutto invariato, ma nell’aver lavorato sulla testa dei giocatori dando fiducia anche a chi finora non se l’era meritata.

I Granata di Nicola sono più votati all’attacco con un possesso palla molto meno sterile ed orizzontale rispetto a prima e che giocano prevalentemente con giro palla veloce e verticalizzazioni improvvise. Il Toro ha tirato in porta ben 11 volte oggi contro le 4 degli orobici segno di un gioco che incomincia a funzionare.

Il vero problema resta la difesa che continua ad incassare troppi gol, ben 6 in 3 partite. Curioso altrettanto che il reparto difensivo sia anche quello con i giocatori tutti in scadenza di contratto o comunque con un piede sulla via d’uscita compreso il portiere Sirigu.

Alcuni giocatori non sembrano sereni ed il solo Izzo e Bremer ad oggi sembrano di un altro livello o meglio con la testa più tranquilla.

A proposito di contratti in scadenza, il DS Vagnati dovrà cercare insieme al Presidente Cairo di essere molto convincente con il capitano e simbolo del Toro attuale Andrea Belotti. Per il gallo granata il problema del rinnovo non è legato ad una questione economica (già oggi Belotti prende 2 milioni a stagione) ma i dubbi restano su un progetto che sembra inesistente e la credibilità di Cairo ormai pari a zero.

Nel corso degli anni il bomber granata ha dimostrato attaccamento alla maglia granata ma le promesse fatte dal cavaliere di Masio sono andate puntualmente disattese. La mancanza di una dirigenza adeguata, nessun progetto vero e concreto con l’impressione che in casa granata si navighi più a vista che con un progetto chiaro e a lunga scadenza, il tutto condito da una mancanza totale di strutture adeguate.

L’unica parvenza di progetto e programmazione era sembrata esserci negli anni del duo Ventura/Petrachi infatti il Toro quanto meno centrò un miracoloso settimo posto e con un percorso più che buono in Europa league con la vittoria di Bilbao.

Belotti è giustamente corteggiato da mezza serie A e da qualche squadra estera e la sua valutazione potrebbe svalutarsi notevolmente nel caso non si trovasse un accordo entro breve andando in scadenza il prossimo anno con il rischio di perderlo a parametro zero. La volontà del ragazzo è quella di rimanere in maglia granata ma solo a fronte di qualcosa di concreto e di un progetto vero.

Sulla panchina granata rimane totale incertezza anche per il prossimo anno con Mister Nicola anche lui in scadenza a giugno e per nulla convinto della bontà di Cairo. Il Toro ha bisogno di stabilità e di certezze con uno zoccolo duro di giocatori cui costruire attorno una squadra di elementi giovani per il futuro da far crescere.
La partita di oggi sicuramente da sicurezza a tutto l’ambiente consentendo al Mister di lavorare con più serenità e convinzione dei mezzi della squadra senza dover rivoluzionare la squadra e partendo imprescindibilmente dal Gallo.

Ora tocca davvero a Cairo fare un salto di mentalità per uscire dalla mediocrità di questi 16 anni di usa presidenza. Il Toro c’è, se c’è anche lei batta un colpo caro Presidente.