Dopo un primo tempo nel quale l’emozione più grande è regalata dall’espulsione per proteste di Gasperini, successiva ad un presunto rigore non dato per fallo di Mario Rui su Pessina, la partita esplode nella ripresa.

Ed il principale artificiere è Luis Muriel autore, per la seconda volta consecutiva dopo Cagliari, di un gol alla “Ronaldo il Fenomeno”, oltre all’assist per il gol di Zapata ed all’aver propiziato il 2-1 di Gosens con un’ azione devastante. Di Romero (altra prova convincente la sua,l’ennesima di questa stagione di grande crescita) il quarto gol che chiude i conti.

Una vittoria davvero importante per la classifica della Dea, in ottica zona Champions, soprattutto perchè ottenuta senza il suo uomo migliore, ovvero Josip Ilicic.

È emersa, alla lunga, la maggiore qualità complessiva della rosa dell’Atalanta, la maggiore profondità e una maggiore freschezza atletica.

Il Napoli non ci è affatto dispiaciuto. Gattuso aveva disposto bene la squadra in campo, un 4-2-3-1 flessibile, con Ruiz davanti la difesa insieme a Bakayoko ed Elmas, Zielinski (grandissimo gol il suo),Politano alle spalle di Osimhen. Una squadra corta tra i reparti e compatta che, di fatto, aveva concesso poco o nulla alla Dea. Poi, però, è salito in cattedra Muriel e la strada è diventata davvero ardua.

Paura per Osimhen, svenuto dopo una brutta caduta seguita ad un contrasto aereo: dalle prime indiscrezioni mediche, pare nulla di grave per fortuna. Il nigeriano è comunque in ospedale per accertamenti.

Ora le due squadre sono attese dall’impegno europeo. La Champions per l’Atalanta, l’Europa League per il Napoli. Gli orobici arrivano in buone condizioni al doppio impegno col Real Madrid, eccezion fatta per l’assenza di Hateboer. Ci vorranno, comunque, maggior ferocia ed attenzione in fase difensiva.

Il Napoli, invece, è atteso al “Maradona” dove dovrà ribaltare lo 0-2 di Granada, sperando in un recupero di uomini e di energie psicofisiche da parte degli uomini di Gattuso.