Sarà Atalanta-Juventus la finale di Coppa Italia del 19 maggio e per la cinquantanovesima volta sarà una prima volta nella storia del calcio italiano, una storia che comprende finali come Udinese-Vado del 1922, Catanzaro-Fiorentina del 1966 e Avellino-Bari (Torneo Estivo 1986).

Un traguardo strameritato per l’Atalanta che domina per un tempo il Napoli, soffre il giusto il secondo tempo per poi chiuderla nel finale.

Su tutti spicca il nome di Pessina. Il trequartista di Monza sta vivendo una grande stagione, anche in ottica Europeo. Stasera è stato decisivo con la sua doppietta e col suo movimento tra le linee e di grande equilibratore.

Il Napoli ha certamente patito le tante assenze, soprattutto in difesa, ma ciò non devono rappresentare un alibi, visto che il primo tempo è stato assolutamente improponibile a questi livelli. Del resto anche l’Atalanta registrava defezioni importanti come Hateboer, Maehle e Romero e Gasperini è stato costretto a schierare Sutalo fuori ruolo sulla fascia solitamente occupata da Hateboer.

Come detto, un primo tempo assolutamente dominato dalla Dea che trova agevolmente due gol con Zapata e Pessina e col Napoli incapace di tirare in porta e di creare pericoli.

Nel secondo tempo, Gattuso inserisce Politano per Elmas passando ad un 4231 con Insigne tra le linee. Il Napoli, dunque, riesce ad alzare la pressione ed accorcia le distanze con Lozano. La pressione partenopea si fa costante e Gollini salva su Osimhen. Nel momento migliore del Napoli, però, Pessina si trasforma nella sciatrice bergamasca Lara Magoni ed in slalom supera la difesa azzurra ed Ospina e chiude il discorso qualificazione.

Ora l’Atalanta è attesa dalla trasferta di Cagliari mentre il Napoli è atteso dal decisivo match casalingo contro la Juventus, match che potrebbe segnare il destino di Gattuso.