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Come noto, stamattina è stato arrestato il presidente dell’assemblea capitolina, Marcello De Vito. De Vito avrebbe ricevuto tangenti da parte di Parnasi, proprietario dei terreni del nuovo stadio della Roma.

Cosa succederebbe in caso di caduta della Raggi? Il progetto avrebbe dovuto essere approvato dall’assemblea capitolina. Se cade la giunta, c’è quindi la possibilità che quest’approvazione non venga data, almeno in tempi brevi. Il progetto non è assolutamente blindato. A livello pratico, Pallotta avrebbe comprato i terreni da Parnasi con una clausola di riserva che lo avrebbe messo a riparo da terremoti, tipo arresti e scandali vari.

Pertanto manca l’approvazione definitiva. Visti i tanti rinvii, i ritardi e i problemi burocratici, un ennesimo ritardo rischierebbe di portare alla cancellazione di questo progetto. Tanti scenari potrebbero prospettarsi, con Pallotta che potrebbe cedere la Roma.

Il problema è che, vista l’atavica difficoltà nel fare questo benedetto stadio, quale grande imprenditore pieno di ambizioni acquisterebbe la Roma?

Al netto degli accadimenti di queste ultime ore, che naturalmente mutano in maniera drammatica lo scenario, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile per lo Stadio della Roma era fondamentale sia per quadranti direttamente interessati dai futuri cantieri sia per un progetto ai pendolari del X Municipio. Questi interventi previsti dal PUMS avrebbero dovuto essere completati prima dello stadio stesso, uno stadio che dovrebbe subire l’ennesimo ritardo.

La vicenda penale inerente allo stadio della Roma non è indipendente dai profili di regolarità del procedimento amministrativo. I reati ipotizzati e contestati a De Vito sono corruzione e traffico di influenze, ragion per cui l’iter non potrà che essere inficiato.

Ancora una volta abbiamo avuto una dimostrazione di quanto sia difficile fare opere in Italia e, nel caso specifico, a Roma. Serve estirpare questo cancro della corruzione (difficilissimo a farsi) proprio per dare la possibilità alle società di calcio di costruire stadi, così come di far costruire impianti per altri sport. A riguardo, ricordiamo la famosa cittadella dello sport di Tor Vergata, mai terminata da un decennio e che aveva portato all’esborso di centinaia di milioni di euro.

Giacomo Cappellin