• Tempo di lettura:3Minuti

L’argomento razzismo è stato trattato a ogni ora, minuto e secondo dopo i cori contro Koulibaly. La questione è stata ulteriormente portata all’attenzione mediatica. Il problema è stato che presidente FIGC, presidente AIA, presidente CONI e Ministro dell’Interno hanno dato risposte contraddittorie sul da farsi e sulle norme da applicare.

I giornalisti si sono riempiti giustamente la bocca dopo quanto successo a Koulibaly. Il punto è che non hanno poi attaccato la Lega calcio quando quest’ultima non ha difeso il discorso della norma che prevederebbe la sospensione delle partite quando ci sono i cori razzisti. Non è stata sottolineata l’ipocrisia della Lega calcio, la quale non è intervenuta secondo le norme. E poi c’è un Ministro dell’Interno che, pur condannando i violenti, è caduto in uno scivolone, parlando di “rivalità di quartiere”. La politica nazionale è intervenuta, la Lega calcio si è accodata e i suoi esponenti non hanno agito nel migliore dei modi.

A questo si riallaccia il fatto che la Lega calcio, pur condannando a parole il razzismo, ha accettato l’offerta dell’Arabia Saudita per la Supercoppa italiana. L’Arabia Saudita dove le donne devono andare negli stadi accompagnate da uomini. Ci si è adeguati alla discriminazione, si è andati dove stanno soldi e potere. Da un lato non sono stati per ora presi provvedimenti netti contro il razzismo, proprio perché un politico importante ha espresso il suo pensiero assolutamente grave e contestabile. Dall’altro lato il profumo dei riyal sauditi è stato troppo intenso per mettere al primo posto gli ideali.

Gli episodi di ieri

Ieri in Lazio-Novara ci sono stati dei cori antisemiti, ma c’è una bella differenza con quanto avvenuto a San Siro. I buuu razzisti contro Koulibaly sono stati reiterati e sono provenuti da tutti i settori dello stadio, con la curva in primis. I cori discriminatori dell’Olimpico sono stati fatti da una decina di imbecilli. Sono stati individuati questi nomi. Si spera che vengano irrogate sanzioni nei loro confronti e non della società, per ovvi motivi.

Discorso di maggiore entità quello di Bologna, con il Dall’Ara che è uno stadio purtroppo noto per cori continui di discriminazione territoriale e razzismo. Moises Kean è stato bersagliato di cori razzisti sin dal primo momento. Il tutto è continuato per tutta la partita e non deve passare in cavalleria. L’episodio è gravissimo, al pari di quello di Koulibaly e merita tutta l’indignazione mediatica. Come lo avrebbero meritato i cori contro Matuidi, che abbiamo sentito purtroppo più volte. Ad ogni modo, Allegri ha fatto uno scivolone, in quanto all’Allianz Stadium ha affermato di non essere riuscito a sentire cori di discriminazione territoriale (ma il motivo c’è, vedi sotto). L’importante è essere coerenti. Cori contro Kean e Matuidi gravi come quelli contro Koulibaly, ma bisogna indignarsi per quanto succede in tutti i luoghi.

La società Juve, la più forte in Italia, è essa stessa ostaggio di alcuni criminali che vanno negli stadi ed è difficile prendere posizioni nette. Abbiamo visto come Agnelli sia costretto spesso a mediare. Senza che vi siano istituzioni che proteggano club e tesserati, la situazione rimane complicata da gestire. All’atto pratico non vengono irrogati provvedimenti previsti dalla legge. Per contrastare il tifo violento serve una riforma del codice di giustizia sportiva che elimini la responsabilità oggettiva.Sovvertire gli status quo? Certo, ma va cambiato il sistema. E in attesa di modifiche alle leggi, perché non adeguarsi a quelle che sono in vigore?

 

Vincenzo Di Maso