Le pagelle del giorno dopo di Marco Edoardo Sanfelici. Bene Frabotta e Fagioli, deludono ancora Ramsey e Bernardeschi, battuta la Spal ora la Coppa Italia ci regala la doppia sfida con l’Inter dell’ex Antonio Conte.

BUFFON 6 Tanti auguri, Gigi. Porta inviolata e qualche tuffo per sporcare la divisa blu notte a Portofino. Che effetto fa a giocare assieme a tanti che potrebbero essere figli tuoi?

DRAGUSIN 6 Certo non ha di fronte chissà quali frombolieri, ma l’impegno non manca e pure una buona dose di eleganza. Convince più sull’anticipo che sull’intervento vero e proprio, ma è un elemento su cui fare conto, non si sa mai…

DEMIRAL 6,5 Floccari la sa lunga e non è un cliente…rasoterra. Ma il disinnesco preparatogli dal turco è degno di un bravo artificiere. Una volta ripresa la palla, lo scarico è immediato: di Chiellini ce n’è uno solo. (DA GRACA S.V. Entra al posto di un difendente, ma il suo mestiere è molto più avanti. Si trova nel mucchio selvaggio un paio di volte e la seconda pare scippato del pallone da Chiesa che va a segnare).

De LIGT 6,5 Al rientro a tempo pieno dopo il Covid, dà dimostrazione della integrità fisica, condita con tanta prestanza. Si sciroppa tutta la partita senza tradire un solo attimo di stanchezza. Interventi puliti, uscite perentorie: abile arruolato per il tour de force che attende il febbraio bianconero

FRABOTTA 7 Non sarà da Juve, ma stasera domina. Per corsa, per possesso di palla, per voglia di essere protagonista e ci riesce in pieno intorno alla mezzora della prima frazione, quando si avventa su un pallone lasciatogli da Fagioli, insaccando il raddoppio. Non sarà da Juve, ma ora c’è e siccome veste la sacra divisa, è uno dei nostri. Oddio, della sagoma di Hakimi, non si hanno notizie… (ALEX SANDRO S.V. Altro rientro importante. Niente di particolarmente degno di nota, la gara è già abbondantemente terminata quando si mette a pestare l’erba dello Stadium. Una cavalcata ed un recupero, per stasera può bastare).

BERNARDESCHI 5,5 La corsa c’è, la forma così così, l’incidenza sulla partita nemmeno per sogno. E sì che Pirlo lo schiera sulle stesse zolle che Berna pesta in Nazionale; evidentemente il malessere è talmente profondo da non vedere la soluzione. Oltretutto si infortuna su un contrasto assolutamente nella norma ed ora sono problemi di caviglia. Della serie: piove sul bagnato (DI PARDO 6 Interessante, il ragazzo. Esprime buon movimento, propensione al dialogo con i compagni ed una buona dose di personalità. Per la S.P.A.L. può bastare).

FAGIOLI 7 La Juve ha trovato il degno rincalzo di Arthur. Certo, con le debite proporzioni, ma “Fagiolino” distribuisce palloni con la semplicità e la praticità che sono caratteristiche di quei giocatori che hanno un sacro fuoco dentro. Alla soglia dei 20 anni Nicolò cala in campo una personalità che conquista ed i compagni se ne accorgono subito, dato che su di lui scaricano tutto il gioco. Di lui ne sentiremo parlare ancora (McKENNIE S.V. Entra e da subito va al recupero dei palloni, oltre che a dare sostanza al centrocampo quando le forze vengono meno)

RABIOT 7 Cala alla distanza, ma è per lunghi tratti il migliore in campo. Libera la corsa in spinta verso la porta spallina con notevole costrutto, fino a procurarsi un’ammonizione per simulazione in area. Anzi no, il V.A.R. dichiara che stasera l’arbitro lo hanno trovato nel Tide (se non sapete che cosa è il Tide, chiedete alle mamme). Giallo tolto e rigore sacrosanto, di una solarità a dir poco imbarazzante (meglio non usare questa parola, se no mi squalificano per 2 giornate, vero Pasqua?). Adrien è il surplus del centrocampo, ma la domanda sorge spontanea: è un caso per manifesta inferiorità dell’avversario? Ai posteri, l’ardua sentenza.

RAMSEY 5 “Mister Espadrillas”, si muove come Bernardo, il servo muto di Zorro. Se lo si interrogasse a fine partita sul canovaccio appena dipanato, guarderebbe l’interlocutore con l’espressione tipica di che si chiede dove sia capitato. La sua partita è tutta un’improvvisazione. Mamma mia…

KULUSEVKI 6,5 Negli intenti del mister, Kulu dovrebbe essere il terminale che precede Morata, una sorta di milite del genio guastatori che crea scompiglio nella difesa ferrarese. Al lato pratico, nel suo gioco si vede più impeto che raziocinio e sull’affinare i movimenti dovrà lavorare fino alla sfinimento. Piace però la cocciutaggine con cui insiste a trapanare l’assetto difensivo avversario, fino ad entrare su suggerimento di Chiesa nella breccia centrale e depositare in rete, meritata. È il classico giocatore che si fa spazio nei cuori dei tifosi.

MORATA 6,5 Serata senza ombre sparate da CR7 e pare che Alvarone apprezzi assai la libertà concessa. Fa un 1° tempo in perenne movimento ed è un elemento tattico di non poca importanza per trovare gli spazi nel solito pullman davanti alla porta. Trasforma il rigore con disarmante semplicità e continua a muoversi per non dare punti di riferimento, fino a quando in un’area intasata per un calcio d’angolo, qualche spallino trova modo di bloccarlo con una tacchettata che gli buca il calzettone e fa affiorare un’escoriazione dolorosa (CHIESA 6,5 Entra per dare il cambio ad Alvaro azzoppato. C’è ancora tempo per combinare qualcosa, detto, fatto. Un paio di scatti secchi e tutto si tramuta in un gol di possesso ed un altro cercato a giro per una standing ovation riservata alla panchina della Juve, mancando gli spettatori. Si vede che il ragazzo ha voglia).

PIRLO 6,5 La Juventus si concede un doppio derby d’Italia, sbarazzandosi della pratica S.P.A.L. in una sorta di allenamento “spinto”. Le gare saranno intercalate dalla Roma in casa e dal recupero con il Napoli per gentile concessione del CONI. E poi il Porto. Roba da far tremare i polsi, Pirlo però può contare su tutta la rosa al completo e su una forma psico fisica più che discreta. Questa sera è piaciuta la scelta di affidarsi alle giovani leve, che tra l’altro complessivamente non hanno deluso, cogliendo l’occasione. La squadra si è distesa con sufficiente armonia di movimenti e soprattutto ha evitato un grosso pericolo, quello cioè di pagare la non abitudine di giocare assieme di tanti interpreti. E’ segno che le idee calcistiche di Pirlo stanno poco per volta diventando condivise da tutti. Si tratta di un vantaggio non indifferente che può diventare lo zoccolo duro di una continuità forte pur nella gestione di un obbligato turn-over. Bastava scendere in campo per far valere la netta differenza di valori, eppure anche la prestazione collettiva ha raggiunto livelli più che soddisfacenti. Che la truppa stia raggiungendo la massima forma in vista del ritorno in Europa?

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