Si addensa una coltre di nebbia fittissima sulla panchina della Juve: l’unica certezza è che non ci sarà più Andrea Pirlo a guidarla. Il cerchio dei candidati, almeno di clamorosi colpi di scena, si restringe a due nomi eccellenti: Zinedine Zidane e Massimiliano Allegri.

Monsieur Zizou è il sogno, neanche troppo nascosto, della dirigenza bianconera: pedigree bianconero, mentalità vincente e propensione al risultato vincente. Dalla Spagna rimbalzano voci di un allenatore molto provato dall’ultima stagione con le Merengues, negli ultimi tempi apparso “stanco” del fagocitante ambiente madridista.

La sensazione è che a far rimanere Zizou nella prigionia del sogno per i tifosi juventini sia il suo ingaggio di 12 milioni più 3 di bonus che lo incatena ai cancelli di Valdebebas fino al 2022. Del resto parliamo di mister tre Champions League consecutive: quella coppa che dalle parti della Continassa comincia a diventare un’ossessione quasi maledetta.

La chiave di volta potrebbe essere lo stesso Zidane che, dando le dimissioni, si potrebbe liberare per discutere poi liberamente con la Juventus. Non è un mistero che Florentino Perez e Agnelli siano in ottimi rapporti, legati dal destino della Superlega. Il Real potrebbe agevolare la trattativa, magari contribuendo in parte all’ingaggio dell’allenatore.

Se Zidane è un sogno forse troppo grande in questo periodo di vacche magre, Allegri è la realtà radicata a Torino. Dopo l’anno “orribile” di Andrea Pirlo, anche i detrattori del tecnico livornese si sono convinti che un suo ritorno porterebbe benefici in termini di concretezza e risultati. “Cortomuso”, come bonariamente soprannominato dai suoi ex tifosi, ha una precisa idea di gioco che forse non ruberà l’occhio ma è terribilmente efficace.

Massimiliano Allegri riallaccerebbe quella continuità e quella crescita che la Juventus ha cominciato a corrodere nell’ultimo biennio dapprima con Sarri e poi con l’ultima scelta, dettata più dall’emergenza che da reali intenzioni, di Andrea Pirlo.

Sull’asse Real-Juve quindi ballano due allenatori: se Zidane decidesse di dare le dimissioni e accordarsi con la Juve, la prima scelta dei “blancos” sarebbe proprio Allegri, il cui palmares è invidiabile seppur a livello nazionale.

Florentino Perez non ha mai nascosto la stima nei suoi confronti e il Real ha spesso attinto dal nostro serbatoio di tecnici con risultati eccellenti. Capello ha vinto due titoli in due periodi differenti, Ancelotti è nella storia delle Merengues per aver portato a casa la “Decima” nel maggio 2014.