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Il sorpasso ha del clamoroso: Ronaldo sembrava destinato ad unirsi al City di Guardiola con Jorge Mendes nella sede della Juventus per definire il prezzo del cartellino dell’attaccante portoghese. Si era parlato addirittura di una telefonata tra Pep e CR7 per pianificare la sua gestione, con Ronaldo disposto a mettersi a disposizione per il bene della squadra e per arrivare a contendere la Champions League all’amico-nemico Messi con il suo PSG stellare.

Il castello di carta su cui si era costruita questa favola, pur convincente, ha cominciato a vacillare quando il coach dei Red Devils Solskjaer, nel primo pomeriggio, ha candidamente dichiarato di aver usato tutto quanto in suo potere, compreso il compagno di nazionale Bruno Fernandes, per riavere Ronaldo all’Old Trafford. A distanza di pochi chilometri in linea d’aria, Pep Guardiola non era dello stesso avviso: “Ronaldo è libero di accasarsi dove vuole, vuole essere ceduto”. Laconico, poco convincente, per nulla esaltato dall’idea di avere lui e non Harry Kane a guidare l’attacco dei Cityzens.

L’offensiva del Manchester United è stata decisa e netta verso la Juventus. Esclusa la possibilità, già remota, di uno scambio tra il portoghese e Pogba, i rossi di Manchester avrebbero raggiunto l’accordo con i bianconeri per circa 30 milioni di euro, mentre per Ronaldo sono previsti 25 milioni a stagione per due anni.

Una cifra mostruosa per un giocatore che, come candidamente ammesso da Allegri, non voleva più rimanere in bianconero, immalinconito in panchina per buona parte della gara di Udine salvo poi entrare rischiando di risolvere il match. Chissà se il VAR e la conseguente vittoria grazie ad un suo gol avrebbero potuto cambiare il destino di un giocatore come Cristiano, nessuno può dirlo anche se è difficile pensare che un giocatore del genere possa decidere il suo destino in base ad un gol.