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Steven Nzonzi ha messo il carico da 90 sulla Roma. Già scottata dal derby perso, era ormai sicura della partenza del francese con destinazione Al Rayyan, società di calcio del Qatar con sede a Doha. Il francese era ormai “piazzato”, ennesimo esubero, fardello lasciato in eredità dalla vecchia proprietà e dalle sue scellerate “intuizioni” di mercato.

In scadenza di contratto, il campione del mondo con la Francia nel 2018, è partito alla volta di Doha. Ha effettuato le visite mediche da prassi ma al momento della firma su un contratto biennale da tre milioni di euro con bonus facilmente raggiungibili, Nzonzi ha fatto dietrofront.

Il motivo del contendere non è la meta, che è stata accettata da James Rodriguez e andrebbe bene pure al francese. La richiesta di Nzonzi è un’ulteriore buonuscita che la Roma dovrebbe corrispondergli a fronte del trasferimento. Tiago Pinto è andato su tutte le furie; la Roma infatti pur di sbarazzarsi del suo pachidermico ingaggio, ha di fatto regalato il cartellino al centrocampista francese, non pretendendo un euro nella trattativa.

Un ricatto in piena regola da parte di Nzonzi; il centrocampista, oltre ad andare a guadagnare di più in una piazza in cui può anche non allenarsi, oltre alle rinunce della Roma sul suo cartellino da giocatore finito, sta cercando di trarre un profitto ancora maggiore. Difficile pensare che la dirigenza giallorossa, che uno sforzo per trovare una destinazione ad un giocatore che non ha più mercato l’ha fatto, possa corrispondere una buonuscita al giocatore.

Appare sinceramente difficile anche pensare che Tiago Pinto paghi il biglietto di ritorno al francese che, oramai quasi per dispetto, continua a rifiutare ogni genere di offerta che la Roma gli mette sotto gli occhi.