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Miralem Pjanic si è aperto in un’intervista dove ha toccato diverse tematiche sul mondo Juve, a partire dalla situazione di Morata e De Ligt. Il “Principino”, soprannome datogli da Totti ai tempi in cui militava nella Roma per il suo incedere regale in campo, è stato una delle colonne portanti della Juve che ha fatto incetta di scudetti e coppe Italia per un decennio. Finito il primo glorioso interregno di Allegri, “Mire” ha lasciato la Juve per accasarsi al Barcelona guidato da Koeman, l’ultimo dell’era Messi.

L’esperienza di Pjanic, nonostante l’arrivo in pompa magna, è stata traumatica: dopo un buon inizio il bosniaco è finito ai margini del progetto; scaricato poi come un ferro vecchio a fine stagione al Besiktas con l’unico fine di liberare spazio salariale. Il regista ha fatto lo stesso percorso che si appresta a fare Morata, e per questo ammonisce il suo ex-compagno ed amico:

“Quando uno ha deciso di andare via significa che non è più felice ed è meglio non trattenerlo, ma non so se questo sia il caso di Morata, che al contrario l’ho sempre sentito parlare benissimo dei bianconeri e del club. Poi, ovvio, quando a chiamare è il Barcellona, c’è sempre da pensare. Però anche la Juve è un top club”.

Pjanic riflette sulla situazione De Ligt ed anche in quel caso, dopo tanta “gavetta” dietro Bonucci e Chiellini, lo invita a ponderare bene la decisione sul suo futuro:

“Ha altri anni di contratto con la Juve, è serio e ha l’atteggiamento da Juve. Ha fatto un’ottima scelta decidendo di crescere a fianco di Bonucci e Chiellini. Alla Juve è felice e quando sei felice, meglio restarci”.

L’ultimo pensiero è per Vlahovic, un meteorite che da un anno e mezzo si è abbattuto sulla Serie A segnando una valanga di gol. Il serbo è sulla bocca di tutti anche per la scadenza del suo contratto e il difficile rinnovo con la Fiorentina, con le sue richieste da top player che sono difficilmente accontentabili da parte di Commisso. Secondo Pjanic il profilo del centravanti viola è da Juve:

“Prenderei subito lui perché è giovane, ma appartiene alla categoria dei top: è un attaccante che si assume responsabilità e sarebbe l’ideale”.

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