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Hamsik addio annunciato e programmato

L’addio di Hamsik al Napoli era nell’aria. Quando un giocatore come Marek pensa di trasferirsi in quel campionato lo fa non solo per i soldi ma perché sente chiuso il suo ciclo nel calcio che conta. Ci sta dopo 12 anni ai massimi livelli, in un ruolo per di più usurante. Per quanto dato al Napoli avrebbe meritato un addio diverso. Lo slovacco è uscito dal campo, come spessissimo gli è capitato, a metà ripresa. Nessuno aveva capito che era il suo ultimo atto in maglia azzurra.

L’ovazione che lo ha accompagnato negli spogliatoi era quella di tutte le partite. Lui avrebbe meritato un giro del campo con 60mila persone in piedi ad osannarlo. Magari è stato lui a non volerlo. Ha preferito uscire quasi in chetichella, per altro non è hai stato un calciatore dai gesti o dalle dichiarazioni eclatanti. Hamsik è uscito in punta di piedi, così come in punta di piedi era arrivato. Nel frattempo ha riscritto i libri di storia del calcio a Napoli, e scalzato due miti come Maradona e Bruscolotti da quelli dei record.

Un addio, ma preferiamo pensare ad un arrivederci, tutto sommato indolore, fisiologico. Un addio al quale il Napoli si è trovato preparato, visto che al suo posto sono almeno in tre a scalpitare, tutti con buone prospettive. Sono altri gli addii dietro l’angolo che meritano attenzione. Facciamo la solita premessa: una cessione non è mai un dramma per una squadra di calcio. Si può migliorare anche vendendo il proprio miglior giocatore.

Se si incassa il giusto, e si è capaci di reinvestire al meglio. A Napoli sono al momento tre i casi più spinosi. Casi diversi l’uno dall’altro, che però vanno monitorati con attenzione. E non sarebbe male se nel frattempo la società iniziasse a provvedere ad un piano B.

Koulibaly, Allan e Insigne 3 casi spinosi del Napoli

Koulibaly è il fiore all’occhiello della squadra. Se non il centrale difensivo numero 1 al mondo, certamente tra i primi 3. Pur nell’oscillazione fisiologica dei prezzi di mercato, possiamo dire che al momento è il giocatore più “costoso” della serie A.

Facile prevedere che su di lui si scatenerà un’asta. Con società pronte ad offrire soprattutto al giocatore un contratto da sballo. Del resto lo stesso De Laurentiis ha detto qualche settimana fa che sarà difficilissimo trattenerlo in estate. Un addio annunciato, in un certo senso.

Allan aveva deciso di andare via già adesso. Ha fatto di tutto per passare al PSG, anche se lo ha fatto senza piazzate. Siamo certi che di qui a fine stagione garantirà il consueto rendimento. Poi si vedrà. Il suo caso è diverso da quello di Koulibaly. A gennaio aveva un valore, a luglio potrebbe essere diverso, se fino al 31 gennaio poteva essere ceduto per una cifra vicino ai 100 milioni, a luglio sarà inferiore. E’ evidente che non è andato via perché non c’era nessun sostituto in rosa. E’ il caso di iniziare a pensare ad un ricambio.

Un pericolo chiamato Mino Raiola

Insigne è il caso più clamoroso, se vogliamo. Da sabato sera è a tutti gli effetti il capitano del Napoli. A 27 anni è nel pieno della sua maturità, rischia di essere lui a superare Hamsik sia nella classifica delle presenze in maglia azzurra che come bomber.

Ma… Insigne ha cambiato procuratore, adesso c’è Raiola. E Raiola è uno che i soldi li fa trasferendo i giocatori da una parte all’altra, ogni anno, se possibile. Si è già presentato con una offerta del Liverpool, 70 milioni. Prima mossa, ovviamente per avviare la discussione. Insigne ha un contratto con scadenza 2022, senza clausola risolutiva. Il Napoli potrebbe trattenerlo, ma è difficile e sconveniente un braccio di ferro. Tanto vale pensare sin da adesso ad un’alternativa.

Sta di fatto che tra Koulibaly, Allan e Insigne potrebbero arrivare oltre 300 milioni di euro. Tanti soldi da poter rifare completamente la squadra, rinforzandola. A patto di non sbagliare, e di non voler puntare solo su giovani di belle speranza.