Che il metodo di Mourinho non sia più infallibile come nel decennio precedente lo sappiamo da tempo. Anche mediaticamente chi lo ricorda come la volpe con la risposta sempre pronta è rimasto un po’ indietro. Per la famiglia Friedkin e per i tifosi della Roma, la speranza è che “Mou” sia ancora davvero lo stesso allenatore che nel biennio 2008-10 sconvolse la Serie A.

Non solo a livello tattico-metodologico, ma soprattutto a livello umano. Un allenatore carismatico, arrogante, un Cesare spalleggiato dai suoi giocatori e dai suoi tifosi, qualunque cosa facesse e dicesse. Chi lo sa, forse è davvero quell’uomo necessario a contrastare il famigerato ambiente romano, nel quale finiscono per svanire le prestazioni della squadra, o forse non basta.

“Ora servono i giocatori, Roma è una piazza difficile ma lui sa esaltarsi in questi ambienti”. Le parole di Fabio Capello, ultimo dei “cesari” assieme a Spalletti in grado di vincere in giallorosso. Dopo di loro “zero titoli”. Analizziamo assieme, partendo dal modulo dello “Special One”, il 4-2-3-1, quali potrebbero essere i profili ideali per avere una rosa di primo livello.

Le carenze nella stagione appena conclusa, evidenziano in primo luogo l’esigenza di un portiere. Garanzia di tranquillità e sicurezza di reparto. Alla scelta del prossimo portiere, club e José stanno studiando da tempo. Attualmente sono tre i nomi sul taccuino: Lloris titolare della Francia e portiere del Tottenham, Szczesny numero uno della Polonia e della Juventus e Rui Patricio, estremo difensore dei Wolves e del Portogallo.

Piace Rashica del Werder Brema, ma la Roma deve evitare le aste.  Milot Rashica gioca largo a sinistra nonostante sia un destro naturale, ma può adattarsi anche sulla fascia opposta o seconda punta. Granit Xhaka resta il primo obiettivo per il centrocampo. Lo svizzero spinge per lasciare l‘Arsenal e venire a Roma per lavorare con Mourinho. La chiave sembra sia Ünder che difficilmente resterà in giallorosso, in quel ruolo la Roma è coperta. Per le opzioni offensive, oltre a Belotti, si punta Daka, nuovo Haaland scoperto col software.

Daka si è messo in mostra nell’ultima stagione, ha un contratto che lo lega al Salisburgo fino al 2024, la sua quotazione si aggira intorno ai venti milioni. A Salisburgo lo considerano il nuovo Haaland, non ha fatto rimpiangere il norvegese, con tre triplette, tre doppiette e una media di un gol ogni 86′.

Diciamo che il tecnico può contare su una buona base di partenza. Un acquisto per reparto di qualità per colmare le lacune evidenziate la stagione passata. A Tiago Pinto toccherà il lavoro sporco. Il compito di piazzare gli esuberi per abbassare il monte ingaggi.

Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, i giocatori attualmente in rosa che dovrebbero cambiare destinazione ci sarebbero PastoreSantonFazioPau LopezDiawara e Carles Perez. A questa lista si aggiungono i calciatori che rientrano dai prestiti, ovvero FlorenziNzonziRiccardiAntonucciKluivertUnderOlsenBianda e Coric.

Saranno momenti caldi, le competizioni europee in primo piano, potrebbero essere di supporto al piazzamento esuberi, capitalizzando risorse fondamentali per pochi rinforzi ma di spessore.