Kylian Mbappe è universalmente riconosciuto come il fenomeno in ascesa, la stella più brillante del firmamento calcistico mondiale pronta a scalzare Messi o Ronaldo (scegliete voi) dal trono di giocatore più forte del mondo.

La sua tripletta in Champions ha steso il Barça al Camp Nou proprio dopo il momentaneo vantaggio blaugrana siglato da Messi, a simboleggiare un passaggio di consegne che lo potrebbe consacrare già a fine anno con la vittoria del Pallone d’Oro.

Tutto dipenderà dalla cavalcata in Champions del suo PSG che sta viaggiando con un filo di gas in Ligue 1 dando speranze alle altre “contender” Lille e Lione: una strategia ricamata dal club parigino per risparmiare energie in vista del rush finale della competizione per club più prestigiosa al mondo.

Le attenzioni degli addetti ai lavori, oltre ad incensarne le gesta, hanno spostato i riflettori sulla delicata situazione contrattuale di Mbappe che è arrivato a diciotto mesi dalla scadenza senza l’ombra di un accordo con il club parigino.

Il ventiduenne sa che una sua decisione può spostare l’equilibrio dell’asse terrestre calcistico, non si sbilancia mai sulla questione e non lo ha fatto neanche dopo la tripletta rifilata al Barcellona:

“Sarebbe stupido decidere il mio futuro in una sola partita. La verità è che si tratta di riflettere a lungo termine. Ho sempre detto che sono felice qui. Questo tipo di partita mi rende ancora più felice. La maglia del PSG è uno che tengo caro al mio cuore. “

Liverpool e Real Madrid, con i blancos in leggero vantaggio, sembrano intenzionati a fare follie per quello che sembra essere a tutti gli effetti destinato ad essere il giocatore più forte del mondo nei prossimi anni.

Inutile dire che la versatilità di Mbappè si sposerebbe appieno con il gioco di Klopp, capace di esaltare gli esterni veloci e con il senso del gol (leggi qui la nostra analisi tattica su come gioca il francese), basti guardare a Mané e Salah che sotto la sua guida sono diventati bomber micidiali come mai successo prima nella loro carriera.

Se ai Reds la motivazione tattica è predominante, per il Real Madrid Mbappe sarebbe la prosecuzione naturale della “linea francese” che è partita da Zidane, ora in panchina, e ha visto regnare Benzema come punta incontrastata per oltre un decennio: il fascino delle “merengues”, che con lui tornerebbero ad essere la squadra da battere, è irresistibile e l’attitudine a vincere la Champions dei madrileni si sposerebbe con l’ambizione di un attaccante destinato ai massimi livelli.

La certezza è che il tempo passa e la “tartaruga”, come bonariamente soprannominato all’interno dello spogliatoio, non sembra aver intenzione di decidere: la sensazione è che dopo aver vinto tutto quello che c’era da vincere a livello nazionale (quattro titoli consecutivi condite da un’infinità di coppe nazionali) e una Coppa del Mondo, l’idea di cambiare aria non è poi così remota.