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Kostas Manolas è sempre stato un giocatore con un carattere particolare. Nella sua carriera ha fatto sempre scelte non convenzionali e l’ultima, quella di tornare all’Olympiacos nel pieno delle sue forze, rientra nel novero di quest’ultime. Il greco si è presentato ai nuovi tifosi concedendo un’intervista in cui ha ripercorso le sue tappe più belle con le maglie che ha vestito in Italia, quelle di Roma e Napoli.

Il difensore greco ha ricordato allenatori ed esperienze, motivando la sua scelta di tornare presto in patria con l’idea di dare qualcosa alla squadra che l’ha lanciato. “Ho sempre sognato di tornare all’Olympiacos, ho sempre mantenuto i contatti con Torosidis (ex-compagno nella Roma) per sapere come andavano le cose nella squadra. Non volevo tornare a 35 anni da giocatore finito, ma nel pieno delle mie forze per aiutare la squadra al massimo.”

Sul momento più bello da ricordare del suo percorso in Italia, Manolas non ha il minimo dubbio: “Potete immaginare facilmente qual’è… il gol del 3-0 al Barcellona nei quarti di Champions è stato incredibile. Il momento più bello della carriera. A Napoli sono legato per il mio primo trofeo in Italia dopo tanti anni, la coppa Italia vinta nel 2020.”

Un abbraccio e una stoccata per quanto riguarda gli allenatori con cui ha lavorato: “Ancelotti è stato come un padre, un grande allenatore e un grande uomo. Lo sento tutt’ora spesso ed è un peccato non averci lavorato più a lungo; mi sono trovato molto bene anche con Rudi Garcia e con Gattuso.” L’ultimo pensiero è sull’ultimo periodo a Napoli e sul frettoloso trasferimento che lo a portato nel Pireo: “Non voglio parlare di Spalletti, non ho niente da dire. Preferisco non parlare delle ultime settimane e di quello che è successo”.

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