In tempo di crisi Raiola sa come e dove muoversi per dare pepe ad un calciomercato altrimenti stantìo, strozzato da una crisi economica che per il calcio rischia di essere senza precedenti, come del resto in molti altri settori, a causa del maledetto Covid.

Il buon Mino è arrivato a far sì che siano i giocatori più forti al mondo a cercarlo senza esitare: stare sotto la sua ala è garanzia di squadre blasonate, ambizione e soldi, tanti soldi per ogni rinnovo, chiedere ai vari Donnarumma e Balotelli, senza scomodare il mostro sacro Ibrahimovic, colui che ha contribuito a creare buona parte della mitologia dell’italo-olandese.

Tra le caratteristiche che lo hanno reso famoso, di certo spicca il tempismo, Raiola sa quando e come parlare, e ha sempre un motivo per farlo: per questo a dicembre esortò la dirigenza del Manchester United a liberarsi presto di Pogba per non perderlo a zero, senza dare adito a speranze di rinnovo.

Il contratto del francese scade nel 2022 e subire la seconda beffa di non ricevere un euro per il francese, dopo la prima partenza da giovanissimo verso la Juventus, sarebbe un’onta difficilmente digeribile: i Red Devils hanno accusato l’agente di aver influenzato Pogba all’indomani della partita con il Lipsia costata l’eliminazione dalla Champions League al Manchester United.

Rapporti incrinati? Beh… Raiola non l’ha presa bene dicendo di non aver mai voluto creare problemi ma definendo quelle del Manchester “bulls**t”, termine intraducibile che rende bene l’idea del rapporto tra le parti, aggiungendo anche che un giocatore di 27 anni, Campione del Mondo, dovrebbe avere grossi problemi mentali per essere così influenzabile dal proprio agente.

Pogba, a sostegno della tesi di Raiola, ha disputato una stagione sontuosa fino al suo infortunio, segnando 4 reti e 3 assist in 28 partite disputate e con lui in campo, lo United ha tenuto il passo dei concittadini del City non riuscendo più a stare dietro alla banda di Guardiola soltanto nelle ultime settimane.

La Juventus, che non ha mai nascosto l’affetto e la stima per Paul Pogba e non ne ha mai smentito un possibile ritorno, resta la favorita all’assalto del “polpo” che è rimasto legatissimo ai colori bianconeri.

Con l’avvicinarsi alla scadenza del contratto e in mancanza del palesarsi di altre pretendenti, l’affare Pogba assume contorni in cui la Juventus si trova particolarmente a suo agio: usare il fascino della Vecchia Signora per spingere il giocatore a voler andare a Torino ad un prezzo ribassato, forte di un accordo preventivo col giocatore.

Chi vivrà vedrà, ma una cosa è certa: anche in un momento di crisi come questo, grazie a due assi come Pogba e Haaland, è difficile che uno come Mino Raiola si faccia travolgere dalla crisi.