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La Lazio di Maurizio Sarri ha chiuso lo scorso campionato con 64 punti, precedendo di poco Roma e Fiorentina. In Europa League i biancocelesti si sono fermati contro il Porto, in una doppia sfida non priva di rimpianti.

Non si è visto il Sarrismo dei tempi d’oro, ma la squadra è cresciuta. La stagione è stata in linea con le potenzialità. Pur avendo un undici valido, la rosa messa a disposizione di Sarri da Lotito non era in grado di gestire al meglio le tre competizioni.

Passare dal 352 di Simone Inzaghi al 433 di Sarri non è una transizione indolore. Da apprezzare, tuttavia, i progressi della squadra biancoceleste. Era utopistico pensare a un adattamento rapido come quello del Napoli di Sarri. Quella squadra fu costruita sulla base del gioco di Benito. Non c’era bisogno di alcuno stravolgimento tattico. Discorso diverso per la Lazio attuale.

Sarri ha deciso di puntare sul 433, suo marchio di fabbrica, pur non avendo tutti i calciatori adatti alle sue caratteristiche. A differenza di quanto ipotizzato da qualcuno, tuttavia, Ciro Immobile ha inciso alla grande. I 27 gol in campionato certificano il suo adattamento nel gioco di Maurizio Sarri. Gli esterni si sono dovuti calare nella parte dei terzini, svolgendo mansioni diverse. I centrali erano invece abituati a giocare a tre.

Allo stato attuale sono arrivati Romagnoli, Casale e Gila. Quest’ultimo ha giocato nel Real Madrid B e andrà inserito con calma. Romagnoli conosce bene i meccanismi della difesa a 4. Casale è stato abituato a giocare nei tre. Patric è un giocatore invece versatile. Tra i pali è arrivato l’ex Sporting Luis Maximiano, estremo difensore affidabile con i piedi.

A centrocampo grande attesa per Marcos António, centrocampista prelevato dallo Shakhtar. Calciatore tecnico e versatile, il brasiliano risponde perfettamente all’identikit del centrocampista sarriano, rapido e in grado di giocare a due tocchi.

In attacco è arrivato Cancellieri, altro ex Roma, come Alessio Romagnoli. Prolifico nelle giovanili, l’esterno capitolino deve dimostrare di poter avere un impatto importante a certi livelli. Partirà dietro Zaccagni, Felipe Anderson e Pedro.

Il centrocampo è valido. Vecino è un’altra risorsa importante, soprattutto in termini di qualità e di esperienza. Il punto è che Luis Alberto può andare via. Nonostante la stagione scorsa non sia stata stratosferica, l’ex Liverpool ha garantito un ottimo quantitativo di assist. Il principale indiziato alla sostituzione è Ilic, in forza al Verona, ed ex Manchester City.

L’arrivo di Emerson Palmieri come terzino sinistro garantirebbe un sicuro upgrade nel ruolo. Il nazionale italiano si inserirebbe di prepotenza tra i migliori terzini del campionato. Tornando al reparto nevralgico, ci sarebbe da fare una valutazione diversa qualora andasse via Milinkovic-Savic. A quel punto, vista l’ingente entrata economica, i biancocelesti investirebbero su vari profili. Impossibile darsi a congetture in tal senso.

La rosa attuale è da quinto posto? La rosa non sembra essere peggiorata. Sono arrivati più calciatori funzionali. In più, quelli arrivati lo scorso anno hanno avuto più tempo per assimilare i dettami del tecnico tosco-napoletano. Una valutazione più specifica può essere compiuta solo a fine mercato, in quanto il mercato della Lazio (e delle rivali) è work in progress.

Allo stato attuale la squadra biancoceleste sembra essere migliorata. Probabile che la conformazione della rosa sarà diversa a fine mercato. Per arrivare in Champions probabilmente non basta. Vero che si parte da 0 punti, ma la quota per arrivare nella massima competizione europea per club è sempre superiore ai 70 punti e non di poco. Nel 2019/2020 la squadra di Simone Inzaghi ottenne 78 punti.

Il miglioramento rispetto alla scorsa stagione è estremamente probabile. Viste alcune lacune nelle alternative, questa Lazio non è ancora pronta per avvicinarsi a quella quota. L’undici titolare è valido e competitivo. Come ogni anno, il presidente Claudio Lotito non riesce a puntellare l’intera rosa. Serve accontentare il tecnico, procedendo agli ultimi acquisti necessari.

Questo si rende indispensabile alla luce del fatto che sarà una stagione estenuante. Si giocherà praticamente ogni tre giorni fino al Mondiale. Dopo Qatar 2022 il ritmo non sarà alleggerito più di tanto. Questa è la sfida originale da affrontare. La palla passa a Claudio Lotito…