Paulo Dybala è fermo ai box da inizio gennaio. L’attaccante della Juve ha disputato appena 11 partite di campionato. Prima dell’infortunio la Joya ha giocato a intermittenza e non è stato un punto fermo dello scacchiere di Andrea Pirlo.

Dybala percepisce 7,3 milioni di euro a stagione e il suo accordo scade nel 2022. Il suo rinnovo è in bilico. Ad un anno dalla scadenza, il coltello dalla parte del manico è dalla parte del calciatore. Alla Juve naturalmente non converrebbe trattenere l’argentino senza rinnovo. Pertanto, o rinnovo o cessione: tertium non datur.

Vista la scadenza tra poco più di un anno, in caso di cessione la Juve non potrebbe chiedere cifre elevatissime. Qualora non si trovasse l’accordo per il rinnovo, i bianconeri potrebbero pensare a uno scambio. Discorso un po’ simile a quello tra Arthur e Pjanic.

Uno scambio da intavolare, naturalmente, con un calciatore che abbia età e ingaggio non dissimili. Paul Pogba ha una situazione contrattuale uguale a quella della Joya e la stessa età, ma il suo ingaggio è decisamente più elevato. Lo United ha inoltre varie seconde punte. Tra l’altro, tutti calciatori giovani.

Il Bayern, che aveva manifestato il proprio interesse per l’argentino, ha Hernandez e Pavard che non sono titolari fissi. I due francesi, classe ’96, sono terzini. Ruolo che serve come il pane ai bianconeri. Pavard percepisce circa 7 milioni a stagione, mentre Hernandez ben 13. Entrambi hanno il contratto in scadenza fino al 2024. Trattativa fattibile su queste basi. Un ritorno di Coman, che percepisce 8 milioni, sarebbe possibile nel caso di un tecnico che giochi con gli esterni offensivi.

Il Real Madrid ha Isco, il cui contratto scade nel 2022 e ha un anno in più di Dybala. Lo spagnolo guadagna 7 milioni di euro a stagione. Il Barcellona ha Coutinho in uscita, coetaneo di Isco, che guadagna oltre 11 milioni ma era già disposto a tagliarsi lo stipendio pur di rimanere al Bayern. Il contratto del brasiliano scade nel 2023.