Gli stadi si possono riempire, occorre soltanto presentare il green pass ai tornelli, ma per ottenerlo serve la doppia dose di vaccino

La stagione da poco conclusa ha visto gli stadi vuoti praticamente per l’intera stagione, ma gli Europei hanno fatto ricordare cosa vuol dire avere il pubblico sugli spalti, sia ai tifosi, sia ai giocatori in campo.

Il tifo, i colori, le urla, le lacrime di gioia e di tristezza. Le trombe, i cori e le bandiere. Tutto questo ha permesso di riassaporare quell’incantevole profumo del bel calcio che tanto mancava da mesi. Sembrava dimenticato, quasi non ci si ricordava come potesse essere uno stadio pieno. Euro 2020 ce l’ha ricordato, e ora è giunto il momento di iniziare la stagione con i tifosi ad incitare.

Sì, ma il biglietto non è sufficiente se non si ha il green pass, la famosa carta verde che può essere ricevuta solo da chi ha completato il ciclo vaccinale. Che sia Moderna, Pfizer, Astrazeneca, Johnson & Johnson non importa. Ciò che serve è vaccinarsi per rallentare quanto più possibile il diffondersi del virus e di poter così tornare a rivedere dal vivo i propri e le proprie beniamine allo stadio.

Chi completa il proprio ciclo vaccinale, ha il diritto di ottenere il pass verde in modo da poter dimostrare a tutti gli effetti di non essere positivo e quindi di potersi sedere sugli spalti senza causare uno sviluppo maggiore della diffusione del virus.

Oramai in tutto il mondo la parola d’ordine è una sola: vaccinarsi. Senza il vaccino non si ha praticamente la possibilità di fare più nulla: di entrare nel bar, di muoversi e neanche di poter entrare allo stadio. Perciò, per quanto fastidiosa possa magari essere la procedura per prenotarsi al vaccino, una volta “pizzicati”, tutto diventa più semplice.

Il calcio è uno sport e come tale si basa due fattori principali: il divertimento e la goliardia dei tifosi e degli appassionati. Questi ultimi sono proprio coloro che aumentano il folklore e la festa negli stadi.

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