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Il Direttore Sportivo della Fiorentina, Daniele Pradè ha preso parola in conferenza stampa facendo chiarezza sul calciomercato in vista della nuova stagione che sta per cominciare.

Prende parola Pradè:

“Abbiamo aspettato l’inizio della stagione per fare un punto completo e analitico di quanto successo in questi mesi. Dal 23 maggio, fine del campionato, a oggi ci sono state tante notizie e indiscrezioni, perciò oggi sono qui per fare chiarezza e un punto finale sulla stagione precedente. Per noi è stata una grande stagione, potevamo fare qualcosa di più ed è vero, abbiamo fatto 22 punti in più e limitato molto il gap dalle prime, arrivando davanti all’Atalanta e raggiungendo un posto in Europa dopo tanti anni. Sono arrivate sicurezze e identità, anche una maniera diversa per lavorare quest’anno. Dall’esterno però non ho visto un riscontro molto positivo, quasi fosse stato data per scontato e non capisco il perché”.

Perché Torreira non è rimasto?

“La vicenda Torreira è semplice. Il calciatore è stato fortemente voluto da me alla Fiorentina, ci avevo lavorato alla Sampdoria due anni e mi dava certezze tecniche. Era quello che serviva in quel momento, per questo il ragazzo va ringraziato. Però personalmente l’ho chiamato ai primissimi di aprile, e ho detto che per fare il prestito con diritto di riscatto abbiamo dovuto mettere una somma di 15 milioni per non fare minusvalenza. Quindi abbiamo accordato un contratto da 2,75 milioni per 4 anni, poi ad aprile lo chiamiamo per proporgli un quinquennale e in caso di un contratto del genere lo vedi come nuova possibile bandiera.

Lo vedo come un percorso lungo e gli offriamo 2,5 milioni per 5 anni, che sono 12,5 milioni invece di 11. E lì c’è stata una chiusura netta da parte dell’agente e sua, e quando inizi così qualcosa cambia. L’ultimo mese e mezzo poi ci ha detto un’altra cosa importantissima, cioè che Amrabat ha dato garanzie giocando da grande. Ha fatto capire al nostro allenatore che potessimo utilizzare un play pure con altre caratteristiche, a patto che fossero congeniali. A quel punto la scelta è diventata completamente tecnica e condivisa con Italiano. Ci siamo detti di scegliere Amrabat al posto di Torreira”.

Mandragora è stato voluto da Italiano?

Lo conosciamo bene e ci dà più soluzioni dal punto di vista tattico. Sul lato comportamentale l’ho già avuto e so che è un top player. Abbiamo la convinzione che alcune delle cose che ha, non avesse Torreira e che il mister lo possa migliorare ulteriormente. Sarà una persona positiva per la squadra e tutta Firenze”.

Jovic e Dodo?

“Jovic è un calciatore che ci piace ma l’esperienza del calcio mi dice che le operazioni prima vanno chiuse. La stessa cosa la dico per Dodo. Non penso chiuderemo entro due giorni”.

FIORENTINA, PRADE’ PARLA DI ITALIANO E MILENKOVIC

Un commento sul rinnovo di Italiano?

“Questo è stato il nostro primo obiettivo e non avevamo mai dubitato di questo. E poi dico che non ci sono mai state interruzioni nel dialogo durante le contrattazioni, siamo andati avanti con linearità. Non c’erano tempi ben stabiliti, Italiano ci dà continuità e consapevolezza di avere un allenatore con le idee chiare. Ci piace come lavora, ha un grande fuoco e la squadra lo segue. Meglio di così non potevamo chiedere”.

Milenkovic è incedibile?

“Il ragazzo è qui da ormai 5 anni. Abbiamo rifiutato un’offerta scritta importante dall’Inghilterra e quest’anno siamo rimasti che a lui l’Europa avrebbe fatto piacere. Certo, se arriva una big non diremo di no, però viaggiamo a braccetto perché c’è un rapporto eccezionale. Sul mercato siamo pronti, come sempre ci siamo fatti trovare. Lo scorso anno tra luglio e gennaio abbiamo preso 7 calciatori, abbiamo girato tanto col nostro gruppo di lavoro e abbiamo idee”.

Ci sono massimali sui singoli giocatori?

“Quando Commisso è arrivato qua, il monte ingaggi della prima squadra era circa 50 milioni di euro. C’erano tanti calciatori che sono stati un costo pesante, abbiamo dovuto fare numerose rescissioni e incentivi all’esodo. Le entrate erano 90-91 milioni, in epoca pre-Covid. Nel 2021/22 abbiamo avuto un monte ingaggi totale di circa 70 milioni, con un decremento del fatturato del 15%, sugli 80. Questo dimostra che da parte della società c’è gran voglia di investire e fare bene. Se un calciatore è forte, questa società può fare l’investimento per comprarlo. Sul salario non possiamo competere con le grandi ma è normalissimo. Adesso il salary cap diventa una cosa seria, sarà sempre più sotto l’attenzione della UEFA come garanzia nei confronti dei dipendenti”.

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