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Il tecnico del Milan, Stefano Pioli, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport nella quale si è soffermato su alcuni giocatori, a partire dall’ultimo acquisto De Ketelaere. Ecco le dichiarazioni complete

Ha avuto modo di parlare con De Ketelaere?

“Ci siamo incontrati a Milanello mercoledì mattina, assieme allo staff gli ho mostrato dei video con dei nostri concetti di gioco. È stato molto attento, da quello che ha detto si vede che molto intelligente, che capisce di calcio. Poi ha grande talento, si vede da come tocca palla: è elegante, bello da vedere”.

Origi ha detto qualcosa su di lui?

“Mi ha detto: ‘È metà Havertz e metà Kakà’. Giocherà qualche minuto a Vicenza e un tempo domenica con la Pergolettese. Ci sono aspettative importanti ma è giusto dargli tempo, io per primo gli ho detto di non avere fretta”.

Condizioni di Ibrahimovic?

“Zlatan non c’è ma c’è, perché è sempre in contatto con tutti. È un campione che può ancora fare la differenza: prima deve stare bene, nel finale della scorsa stagione ha fatto dei sacrifici pazzeschi. La gente non lo sa, ma poteva allenarsi solo un quarto d’ora. Ha tecnica e intelligenza superiori ma soprattutto ha ancora tanta fame. Da metà agosto sarà a Milanello per portare avanti il suo percorso”.

Kalulu e Tomori sono una coppia ormai stabile:

“Hanno avuto un rendimento eccezionale, Pierre è cresciuto in modo incredibile, in campo sembra più grosso di quanto è davvero. È maturo e umile. Ma si giocherà ogni tre giorni, le rotazioni saranno automatiche, ci saranno 20 titolari”.

C’è da preoccuparsi sul contratto di Leao?

“Non sono affatto preoccupato dalle vicende contrattuali, si è vede che è felice di stare con noi. Potenzialmente è un campione, per forza e capacità di saltare l’uomo. Ha tanti gol nelle gambe, anche più di quelli dell’anno scorso (14 in tutto). È cresciuto tanto senza palla, ora deve riuscire a occupare meglio l’area”.

MILAN, PIOLI SU ADLI

Adli che giocatore è?

“Ho letto che Adli giustamente si è definito un centrocampista atipico: è molto intelligente, gioca in verticale. Si sta inserendo benissimo, a volte si muove fin troppo ma sta imparando in fretta. E non dimentichiamo Diaz, dal quale mi aspetto molto e di cui sono molto soddisfatto: da lui voglio più precisione nell’ultimo passaggio e più gol”.

Quanto può crescere De Ketelare?

“Colpo alla Vlahovic? De Ketelaere in prospettiva, in 2-3 anni, può diventare un top europeo. Ogni società fa le proprie valutazioni: noi con un progetto sostenibile abbiamo dimostrato di poter vincere. Oltre un certo livello il club credo non voglia e non possa arrivare. Di sicuro non ho mai temuto che la nuova proprietà arrivasse e vendesse i giocatori più importanti: ci era stato detto in partenza che la filosofia sarebbe rimasta la stessa”.

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