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Come noto, l’Inter uscirà dal regime di settlement agreement a fine giugno 2019. A differenza di quanto erroneamente (o meglio, artatamente) da qualcuno, la società non ha debiti di 800 milioni, ma si tratta di indebitamento, cosa comune a tutti. Tra l’altro questo indebitamento è composto per un buon terzo da debiti verso Suning. La società ha inoltre stipulato tante partnership, di cui abbiamo spesso parlato: Le sponsorizzazioni dell’Inter. L’obbligo principale è quello di reperire 40-50 milioni dalle cessioni per raggiungere il pareggio di bilancio. Come abbiamo riportato a più riprese, non c’è l’obbligo di cedere un big, ma un titolare potrà essere ceduto per specifiche ragioni di trading.

Il mercato che si prospetta dopo il 30 giugno è interessante. Premettiamo che parlare della questione allenatore è quantomeno prematuro. Spalletti ha un contratto ancora lungo e la sua permanenza dipenderà dai risultati. Ad ogni modo, Mourinho è alla finestra. Concentriamoci tuttavia sul tipo di mercato che potrà operare l’Inter.

Da quanto visto in questo primo scorcio di stagione (siamo quasi a metà), la rosa non è competitiva per arrivare a punteggi altissimi in campionato e ben figurare nelle coppe. C’è da dire che le basi non mancano e ci sono calciatori su cui si punterà come capisaldi per il futuro. Crediamo che ad essere sacrificati per fini di trading non saranno né Icardi né Skriniar, fermo restando che la società dovrà venire loro incontro per soddisfare le rispettive richieste di ingaggio. Un addio di Perisic è invece un’ipotesi concreta. A centrocampo, il reparto che ha bisogno di più interventi, la società ha individuato due possibili colpi dall’Arsenal. Si è parlato di un possibile addio di Ozil a gennaio così come di un approdo di Ramsey in nerazzurro a giugno. Non sappiamo fino a che punto vi siano delle trattative, ma questi sono i profili giusti. Abbiamo messo il termine “scarti” volutamente tra virgolette. Non dimentichiamo che nel 2009 il Barcellona cedette Eto’o e il Real Sneijder proprio ai nerazzurri. Sappiamo tutti poi cosa è arrivato grazie al loro importantissimo contributo.

Serve gente di qualità, che abbia giocato in Europa a certi livelli, che abbia vinto titoli. Strappare un titolarissimo a Barcellona, Real, Chelsea o City è impossibile, ma i top club europei hanno sicuramente dei calciatori di altissimo livello che non sono contenti di non essere titolari.

Dove bisogna intervenire? Asamoah ha dimostrato di non poter essere un terzino da squadra con certe ambizioni e va preso assolutamente un esterno sinistro. A centrocampo serve un corposo restyling con almeno due titolari, mentre serve il calciatore di qualità, con livello ben diverso a quello dell’incostante Perisic. Checché ne dica qualcuno, questa squadra ha bisogno di acquistare quattro titolari e migliorare poi la panchina. Le risorse nei prossimi anni saranno maggiori e Suning metterà mano al portafoglio. Non arriverà un giocatore alla Neymar, ma un profilo alla Ozil, per fare un esempio, sarà perfettamente alla portata.