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L’Inter uscirà dal regime di settlement agreement a giugno di quest’anno. I nerazzurri dovranno raggiungere il pareggio di bilancio e, per farlo, dovranno procedere a una o più cessioni prima di quella data. Sarà una prima fase di mercato sulla falsariga di quella dello scorso anno, anche se potrà partire un titolare o un calciatore inserito nelle rotazioni. Come già spiegato, l’Inter non ha alcuna necessità di cedere invece Icardi o Skriniar.

Riscatti

La società dovrà decidere il da farsi su Matteo Politano, Sime Vrsaljko e Keita Baldé. A prescindere dagli accordi intrapresi, ricordiamo che giuridicamente non esiste alcun obbligo di riscatto. Qualora quest’ultimo sia stato concordato verbalmente tra i club, è sempre possibile rinegoziare. Tornando ai calciatori in questione, Politano verrà ovviamente riscattato. Si deciderà chi riscattare tra Vrsaljko e Keita, con il croato favorito.

Fatturato e debiti

Nei quasi 350 milioni di fatturato (giugno 2018) sono stati inserite le plusvalenze effettuate sui giovani. Ad ogni modo, considerata la Champions, l’Inter potrà registrare cifre anche più alte, al lordo delle future plusvalenze. Su questo aspetto non vi sarà alcun problema.

Il passivo da coprire non è elevato e non va confuso con l’indebitamento. Una quarantina di milioni per raggiungere il pareggio di bilancio non sono un grosso problema e sono copribili con una o più cessioni non critiche.

L’indebitamento o posizione finanziaria netta è una voce che non c’entra assolutamente nulla. Diffidate da chi scrive che l’Inter ha 600-700-800 milioni di debiti. Tutte le società al mondo hanno l’indebitamento. Tra l’altro un terzo abbondante di questo indebitamento è verso Suning. Altra situazione che non rappresenta alcuna criticità.

Chi sacrificare

Il ragionamento da fare è elementare. Non è possibile sacrificare i calciatori per i quali diventa improbo trovare un sostituto. A questo punto il rinnovo di Icardi si farà e l’argentino rimarrà. Skriniar potrebbe invece partire solo al cospetto di un’offerta folle ma, ripetiamo, non c’è necessità di sacrificarlo sull’altare del FPF. Discorso diverso invece per Perisic, il quale va tuttavia per i 30 e la cifra ricavata sarebbe inferiore rispetto a quella di due stagioni fa. Il croato è il maggiore indiziato, fermo restando che possono partire tutti i calciatori che hanno mercato e non sono ritenuti pilastri. Se arrivassero offerte per Joao Mario, Gagliardini o Vecino, verrebbero prese in considerazione. Attenzione anche ovviamente a Gabigol. Nainggolan dovrà cambiare registro, altrimenti la sua posizione sarebbe in bilico.

Possibilità di spesa

Il Fair Play Finanziario sarà sicuramente meno stringente, ma permane sempre e, solo aumentando il fatturato, le società che escono da questo regime possono investire. Suning lo sta facendo, stipulando sponsorizzazioni con tante grandi aziende cinesi e non, di cui vi abbiamo parlato in tanti precedenti articoli. Non possiamo ad oggi avere una visione chiara, ma al netto delle plusvalenze il fatturato sarà superiore ai 300 milioni. I limiti ci saranno sempre, ma saranno molto meno stringenti e non si farà un mercato con prestiti e parametri zero. La società potrà investire a partire da inizio luglio. Visto che il disavanzo fatturato-stipendi non è superiore al 50%, teoricamente la società potrà permettersi Modric. A quel punto, tuttavia, Modric-Icardi-Godin peserebbero, in tre, per quasi 50 milioni lordi.

Dove intervenire

Serve assolutamente un re-styling a centrocampo, reparto non competitivo per fare bene in Europa e puntare a raggiungere 90 punti in campionato. Un Herrera, 30enne e che nel Porto non sta facendo faville, non sarebbe certo un gran colpo. Modric, anche a 34 anni, va preso, proprio per un discorso di qualità e carisma. Serve poi un centrocampista dinamico, uno alla Barella. Per quanto riguarda l’attacco, molto dipenderà dal modulo che schiererà Spalletti (o chi per lui). Un grande esterno o un partner di Icardi servirà sicuramente. E attenzione all’arrivo di un terzino polivalente.

Ma l’Inter potrebbe fare questo upgrade in una sola sessione estiva di calciomercato?

No, a meno di cessioni importanti oltre al Perisic di turno. Marotta punta a fare trading, ma è difficilissimo che lasci andare gente chiave. Skriniar andrebbe via solo per cifre folli, lo ribadiamo. Si punterà in primis a rafforzare il centrocampo, acquistando un calciatore esperto di grande livello e uno giovane dotato di tecnica e resistenza. Il punto è che, con il solo addio di Perisic, in avanti rimarrebbe solo una slot. A centrocampo poi bisognerà procedere a 2-3 cessioni. Ergo, la nuova Inter, ovvero una squadra che potrà fare bene in Europa e avvicinarsi davvero alla Juve, la potremo vedere nelle prossime stagioni ma non subito.