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Quando una squadra italiana se la deve vedere con una squadra inglese in sede di mercato, la squadra italiana è una squadra morta. Riformulando questa famosa frase del capolavoro di Sergio Leone “Per un pugno di dollari” si può riassumere il calciomercato delle squadre italiane. I club nostrani sono costretti a contare le monetine nel salvadanaio. Alle inglesi invece, anche di basso livello, basta strisciare la carta di credito per mettere le mani su un giocatore e chiudere i conti.

L’ultimo caso è quello di Tanganga, ai margini del Tottenham di Conte che non lo ha mai convocato in gare ufficiali, e obbiettivo malcelato del Milan che, non è un mistero, sta cercando le soluzioni più fantasiose per accaparrarselo. Prestito secco? Prestito con diritto di riscatto? Presto con diritto che diventa obbligo? I dirigenti rossoneri lavorano con la fantasia per far quadrare i bilanci e potenziare la squadra che, sottolineiamo, è campione d’Italia in carica.

La Premier butta l’occhio su Tanganga

È bastato l’interesse di una neopromossa in Premier come il Nottingham Forest per far uscire i rossoneri dalla trattativa. L’offerta è secca: 16 milioni cash a fronte dei 20 richiesti e, per il prodotto del vivaio Spurs, valigie pronte con biglietto di sola andata verso la foresta di Sherwood. Il Milan non può arrivare a quella cifra, come già successo per Botman che ha aspettato tanto i rossoneri salvo poi accasarsi al Newcastle a cui Maldini e Massara non hanno avuto il potere economico per rispondere.

Il confronto tra la nostra Serie A e la Premier League, nuova NBA del calcio mondiale è ancora una volta impietoso. Non è detto che Tanganga preferisca rimanere in Inghilterra piuttosto che andare a giocare la Champions League con uno dei club più prestigiosi della storia del calcio. Il prestigio tuttavia, seppur affascinante, non compra i giocatori: per quello servono i soldi e può capitare che una neopromossa che vive di diritti TV (ben ridistribuiti) ne abbia molti di più dei campioni d’Italia. Tanganga? Meglio cercare altrove, è arrivata la Premier.

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