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Si è chiusa ufficialmente questa lunga sessione di calciomercato e francamente possiamo tirare un sospiro di sollievo. E’ stato uno dei mercati più deludenti dell’ultimo decennio, caratterizzato più dalla necessità di contenere le spese che dalla volontà di investire e potenziare le rose. Un mercato che ha visto la partenza di diversi campioni come Cristiano Ronaldo, Lukaku, Donnarumma, Hakimi, De Paul. Un mercato contraddistinto dall’improvvisazione che ha preso il posto della pianificazione. Tanti prestiti con diritto o obbligo di riscatto, tanti scambi, tanti tagli agli stipendi. Ci ritroviamo una Serie A che perde in appeal e perde ancora di più valore ma almeno acquista in incertezza.

La Juventus per una questione di risorse e dopo aver approvato un nuovo aumento di capitale da 400 milioni di euro ha operato sul mercato in modo parsimonioso e poco razionale: ceduto Demiral non ha acquistato un leader difensivo ma ha ripiegato su Rugani. Ha ceduto Cristiano Ronaldo liberandosi di un ingaggio pesantissimo (31 milioni di euro) ma facendo minusvalenza e ha comprato Kean ceduto pochi anni fa a 20 milioni ricomprandolo a 35. Ha preso Locatelli dopo due mesi di trattative e non gli ha affiancato un regista fallendo il tentativo di riportare Pjanic a Torino, segno evidente anche di una confusione societaria preoccupante che ha portato un ridimensionamento tecnico sul quale Allegri sarà chiamato a fare un grande lavoro.

Un plauso a Marotta per essere riuscito a gestire bene le difficoltà finanaziarie dell’Inter, sostituendo due pezzi da novanta come Lukaku ed Hakimi con Dzeko, Correa, Dumfries e Calhanoglu. Bene le romane che hanno puntato su due allenatori top in panchina portando a termine un mercato frizzante con gli arrivi di Abraham,, Rui Patricio, Shomurodov, Vina per i giallorossi, Felipe Anderson, Hysaj, Pedro, Zaccagni per i biancocelesti. Per il resto tante trattative sviluppate e concluse in questi ultimi tre giorni di mercato con i direttori sportivi che hanno lavorato senza sosta per strappare prezzi più vantaggiosi e regalare ai propri allenatori i profili di cui avevano bisogno. Ora parola al campo. Di mercato se ne riparlerà il 3 gennaio 2022 con l’apertura della sessione invernale.