Luka Jović è il sogno di mercato del Napoli. Conosciamo un po’ meglio il suo calcio, diretto ed istintivo

I numeri e l’età sono dalla parte dell’attaccante serbo. Il Real Madrid ha fatto un investimento importante. Ma potrebbe anche decidere di cederlo.

Jović piace: il Napoli ci fa un pensierino

Lo scorso giugno Luka Jović, dopo essere stato il miglior marcatore dell’Eintracht, fu acquistato dal Real Madrid, per la considerevole cifra di 60 milioni di euro. Con questo trasferimento, pur avendo alle spalle una sola stagione da titolare ad alto livello, sembrava che l’attaccante serbo potesse finalmente fare il definitivo salto di qualità. Lontano da Francoforte, invece, le cose non hanno funzionato tutte a dovere.

L’adattamento alla Liga è stato assai problematico. A parte qualche giocata brillante, infatti, ha avuto un impatto molto complesso, palesando tutto il suo talento solo a tratti. Parzialmente oscurato anche dalla vena realizzativa di Karim Benzema. La concorrenza con il centravanti francoalgerino ha fortemente pregiudicato per il serbo le opportunità di inserirsi stabilmente tra i titolari.

Così, dopo l’esaltante annata vissuta con l’Eintracht, condita da ben 27 gol complessivi, tra Bundesliga ed Europa League (17 e 10), Jović sta vivendo una stagione dal rendimento interlocutorio. Ricca di alti e bassi, difficilmente ipotizzabili, specialmente nel rapporto tra presenze e reti segnate. In totale, finora, ha messo insieme uno score misero, timbrando il cartellino solamente 3 volte in Liga.

Nonostante, nel graduale percorso della sua carriera, stia attraversando un momento particolare, le voci di mercato intorno al suo futuro continuano ad essere abbastanza insistenti. Jović resta l’oggetto dei desideri, capace di alimentare i sogni di Giuntoli e ADL. All’ombra del Vesuvio, quindi, tifosi e addetti ai lavori sono incuriositi dal serbo. Il prossimo step, sulla via della completa maturazione calcistica, che sembrava avesse trovato il punto culminante con i Blancos, potrebbe essere proprio in una squadra come il Napoli. Ambiziosa, ma dalle aspettative sicuramente inferiori rispetto a quelle che gravitano intorno al Real Madrid.

Pregi e difetti di un giovane bomber

Vale la pena, dunque, valutare vizi e virtù di Luka Jović. Per cercare di approfondirne la conoscenza, tuttavia, occorre fare una premessa di carattere tattico. Nel calcio moderno, alla ricerca continua di soluzioni proattive, in cui il centravanti deve saper partecipare con la medesima qualità alla fase di costruzione, oltre che alla finalizzazione, Jović è un istintivo, che risulta devastante quando viene lasciato libero di muoversi a piacimento lungo il fronte offensivo.

In generale, i suoi movimenti senza palla non sono quasi mai improntati alla costruzione attiva dell’azione. Un piccolo difetto, nascosto bene dall’impostazione tattica dell’Eintracht, ispirata ad un calcio diretto, basato soprattutto su transizioni offensive e veloci verticalizzazioni.

Diversamente da quello che Zidane pretende dai suoi Galácticos, tutti abili nel creare ed aprire spazi, per garantire le migliori condizioni agli inserimenti e ai tagli dei fantasisti, che certamente non difettano al Real. Obiettivamente, una interpretazione un tantino anacronistica del ruolo di delantero centro, accettata con una certa dose di diffidenza dall’ambiente madrileno.

L’essenzialità permette a Jović di farsi trovare costantemente al posto giusto, per capitalizzare le situazioni offensive. Determinando con chirurgica efficacia dentro l’area di rigore, piuttosto che nella partecipazione al gioco manovrato, lontano dalla porta. D’altronde, le sue realizzazioni sono accomunate dallo stesso tema. Il movimento teso a prendere la migliore posizione possibile in area, affinchè possa concludere di prima, o al massimo dopo un tocco.

L’impatto di Jović con un Top Club non è stato dei migliori

In definitiva, è bravo a manipolare lo spazio, in quanto, più si avvicina agli ultimi sedici metri, maggiori sono le possibilità che risponda con puntualità agli stimoli dei compagni. E pure rubare il tempo ai difensori, rientra nelle sue prerogative. Grazie all’uso consapevole di entrambi gli arti inferiori, legato alle scelte da fare nei pochi metri di spazio che ha per giocare. Per il serbo c’è davvero poca differenza tra dominanza (il destro), e piede debole (il sinistro).

Se si allontana, però, vengono fuori tutti i suoi difetti. Innanzitutto morfologici, visto e considerato che supera appena il metro e ottanta. In ogni caso, è il genere di attaccante che aggredisce la difesa avversaria. Non di meno, deve migliorare nella lettura dei tempi in cui porta pressione all’uomo in possesso. Nonché nella scelta delle traiettorie in fase di intercetto.

Per concludere, a Madrid non sarebbero contenti dell’impatto prodotto da Luka Jović con la realtà complessa e variegata di un Top Club. L’insoddisfazione potrebbe generare una clamorosa cessione, nella prossima sessione estiva del calciomercato. Magari inizialmente in prestito, per non depauperare un investimento oneroso sostenuto soltanto un anno fa dal Real. In questo contesto, il Napoli si candida. Indubbiamente, il serbo piace tantissimo a presidente e direttore sportivo…

Francesco Infranca

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