Juve, la strategia di Paratici era giusta

Fabio Paratici è finito nell’occhio del ciclone di media e tifosi a causa del calciomercato della Juventus.
I tifosi si aspettavano altri grandi colpi dopo De Ligt, ma non sono ancora arrivati.

La strategia di Paratici era giusta: rinnovare qualitativamente difesa e centrocampo (Demiral, De Ligt, Ramsey, Rabiot), facendo a meno di esuberi, la cui vendita avrebbe dato la possibilità di finanziare ulteriormente il mercato. Il problema è che questi non vogliono partire.

Pertanto, il problema è che il dirigente addetto al mercato si ritrova con le famose slot da liberare. L’Inter sta avendo la stessa problematica, se non maggiore, ed è impossibile fare miracoli. Calciatori con quote di ammortamento alte e ingaggi pesanti sono difficilissimi da vendere. Poi la Juve si sta ritrovando questi ostacoli imprevisti, ovvero calciatori che sono stati importanti negli scorsi anni ma che sono fuori dal progetto e sono difficilmente vendibili.

Qualche settimana fa avevamo avuto in anteprima la notizia del rifiuto da parte di Higuain di accasarsi alla Roma. Qualcuno ci ha contestati, ma i fatti sono questi. Ci sono giocatori fuori lista Champions, con ingaggi elevati e senza acquirenti pronti a offrire cifre importanti. E anche in presenza di offerte questi calciatori non si vogliono muovere.

Paratici ha svecchiato la difesa e migliorato il centrocampo, mentre per il reparto offensivo ci sono stati questi ostacoli assolutamente imprevisti. Il colpo o i due colpi in fase offensiva saranno possibili, pertanto, quando si libereranno queste slot.

Chiosa invece sul discorso allenatore. Maurizio Sarri è un grandissimo tecnico, oggettivamente tra i migliori in circolazione, ma la Juventus aveva accordi con altri due tecnici. Zinedine Zidane si era promesso alla Juventus, dando la parola a Paratici, poi il richiamo del Real è stato troppo forte. A differenza di quanto riportato altrove, Guardiola aveva detto sì e avrebbe firmato l’accordo, ma gli sceicchi del City non hanno fatto carte. Determinante la non decisione dell’UEFA, con la sentenza non ancora promulgata…

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