Gli effetti del coronavirus sul calciomercato

L’effetto del Coronavirus sul calcio.

Ricordate l’effetto Neymar? Ciò che resterà dopo il Covid-19, sarà molto peggio, oppure no.

L’acquisto del brasiliano effettuato dal Psg nel 2017, per 222 milioni di euro, sconvolse tutto il Mondo pallonaro. Da quel momento, il calciomercato non è stato più lo stesso. I cartellini dei giocatori sono schizzati alle stelle e con essi i compensi degli stessi, per non parlare delle commissioni egli agenti.

Il Covid-19, rischia, si fa per dire, di riportare tutto alla “normalità”. I campionati sono fermi, le competizioni europee anche e gli europei di calcio sono ufficialmente rinviati alla prossima estate.

Tutti fermi, che si fa? Si calcolano i danni.

I club spingono per ritornare al più presto possibile in campo, ma i bollettini di guerra che ogni giorno vengono aggiornati con miglia di morti spingono all’estrema cautela. Le pay-tv, nel caso in cui non si portassero a termine le stagioni, si vedrebbero costrette al rimborso ai propri clienti e di seguito è chiaro che andrebbero a rivelarsi sulle società, con effetti devastanti per le casse di molti club, soprattutto italiani.

Facciamo l’esempio del Napoli e di Koulibaly

Con il pallone fermo negli spogliatoi, tutti hanno spostato l’attenzione sul calciomercato. Tutti ripetono, come una sorta di mantra, che in estate (non si sa ancora quale) il Napoli opererà una massiccia rivoluzione con tante partenze importanti e tanti arrivi. Gli indiziati principali alla partenza, secondo le opinioni degli esperti del settore sarebbero Allan e Koulibaly. Allo stato attuale però, ci sarebbe una domanda da porsi, chi sarebbe disposto ad accontentare le pretese del club azzurro?

Pensare che, per esempio, un club Inglese possa sborsare circa 80/90 milioni richiesti da Adl è assoluta follia. L’Inghilterra è in piena crisi da Coronavirus, ed essendo uscita da poco dall’unione Europea, non potrà nemmeno avvalersi degli eventuali aiuti da parte di Bruxelles ed è chiaro che il cordone della spesa da parte dei club britannici potrebbe subire una clamorosa stretta.

Restano in piedi le ipotesi Spagna, Francia e Germania, che però, al pari dell’Italia non stanno attraversando esattamente un periodo florido.

La situazione della Juve si fa difficile in uscita. Come abbiamo riportato, la Juve avrebbe potuto operare colpi in entrata previe cessioni di calciatori dagli ingaggi elevati. Stante anche questa situazione, sarà ancora più difficile liberarsi di Higuain o Douglas Costa, per fare degli esempi. Lo stesso Pjanic frutterebbe un importo decisamente inferiore a quanto auspicato dalla società bianconera. Il monte ingaggi è inoltre molto alto e peserebbero come un macigno i mancati incassi dalla Champions, dagli sponsor e dai diritti TV in generale.

Discorso ancora più accentuato per società con ingaggi alti e che non giocheranno la Champions. Questo sia nel contesto italiano sia in quello europeo.

Chiaro è, che a queste condizioni, tutti i club ed i giocatori stessi saranno costretti a rivedere molto al ribasso le loro stime. Difficile ipotizzare, almeno al momento, spese folli ed ingaggi faraonici, molto più facile ed assolutamente auspicabile che tutto ritorni ad un livello “umano”.

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