Cosa c’è realmente dietro le trattative?

I procuratori hanno ormai un grandissimo potere e possono decidere se una trattativa può concludersi o meno. Dall’altra parte i club per risparmiare qualcosa hanno introdotto una serie di clausole e bonus che permettono di garantire solo una parte fissa non sempre elevata inserendo una parte variabile più alta, ma difficilmente raggiungibile.

Il calciomercato moderno è caratterizzato da una serie di clausole, bonus e percentuali di rivendita che possono risultare decisive per il lieto fine di una trattativa. Garantire una buona parte fissa e inserirne un’altra variabile può far risparmiare molti soldi. 

Prendiamo per esempio il trasferimento di Coutinho al Barcellona, che avrebbe dovuto portare nelle case del Liverpool ben 118 milioni di sterline.

In realtà furono garantiti solo 82 milioni, mentre il resto dipendeva essenzialmente da una serie di coincidenze difficili da attuare come per esempio la vittoria del pallone d’oro da parte del brasiliano o la vittoria in Champions dei Blaugrana. 

Dall’altra parte sono aumentati notevolmente i costi relativi agli agenti dei calciatori. I procuratori più importanti, uno su tutti Jorge Mendes, richiedono delle commissioni molto esose per far spostare un proprio assistito e spesso non garantire questi soldi può far saltare una trattativa già definita.

Un agente importante può inoltre spingere una società a cedere il proprio assistito a cifre molto più abbordabili, come nel caso del passaggio di Cristiano ronaldo alla Juve in cui Mendes è stato a dir poco decisivo.

Per quanto riguarda invece i contratti diventa fondamentale saper gestire la questione dei bonus, che possono premiare un giocatore per le presenze, le reti segnate e gli assist o ancora le vittorie. Abbiamo poi una serie di vantaggi in caso di raggiungimento di alcuni obiettivi collettivi come la vittoria di un campionato o di un trofeo. Ci sono poi una serie di bonus abbastanza particolari creati ad hoc per determinati calciatori. 

Nel contratto di Neymar ai tempi del Barcellona era per esempio presente una clausola che prevedeva che i suoi amici potessero andare a trovarlo ogni due mesi. Un costo sicuramente irrisorio per un club come il Barça, che comunque per una sottigliezza sborsó una bella cifra. Bergkamp invece fece inserire nel suo contratto una clausola che gli garantiva di non dover viaggiare in aereo dato che ne era terrorizzato.

Diversa è invece la clausola imposta dal Betis Siviglia a Rafael van der Vaart nel 2015. Il club andaluso vietó all’ex Real di utilizzare scarpe di colore rosso, perché questo era il colore dei rivali del Siviglia. 

Insomma tra clausole varie e bonus da garantire ormai trattare è diventato molto più complicato. Chiudere un affare in pochi giorni è ormai un’utopia visto che bisogna mettere d’accordo molte più parti e il grande potere nelle mani degli agenti modifica totalmente il mercato. 

Gianluca Imparato.

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