Napoli, che la montagna non partorisca un topolino.

Il giornalismo partenopeo negli ultimi anni sta fomentando involontariamente l’odio dei tifosi verso il proprio presidente. Le famose bombe di Alvino sono solo l’ultimo esempio di un giornalismo poco corretto.

Attaccare De Laurentiis è diventato ormai quasi un obbligo per i tifosi napoletani. Il vero problema però non è capire se questi ultimi hanno ragione o meno, ma individuare i motivi per cui si è arrivati a questo punto.

Certo, il presidente non si è mai fatto amare. Molte dichiarazioni fuori luogo hanno fomentato notevolmente l’odio nei suoi confronti. Parliamo delle frasi contro quelli che lui definisce “tifosotti” o delle parole contro la città di Napoli o i suoi simboli. Non proprio un personaggio tranquillo insomma.

Ma i protagonisti di questo astio contro Adl sono anche alcuni giornalisti partenopei, che più volte hanno illuso la piazza con voci di mercato insensate e poco credibili, che comunque sono arrivate alle orecchie dei tifosi provocano un effetto boomerang anti-Adl.

Non sono molto vecchie le famose “bombe” di Carlo Alvino, che all’inizio dello scorso calciomercato aveva fatto pensare a colpi mega galattici che poi alla fine non sono mai arrivati.

Di certo non tutte le colpe vanno attribuite alla voce numero uno di De Laurentiis dato che di trattative ne sono state fatte tante, ma comunque un atteggiamento più cauto sarebbe stato più consono.

Il mancato arrivo di top player, di fatto, ha dato un’ulteriore chance ai tifosi di screditare il proprio presidente senza che quest’ultimo fosse colpevole. De Laurentiis, infatti, non ha mai illuso nessuno e non ha mai dichiarato di voler acquistare top player, dato che la sua filosofia è sempre stata improntata sui giovani. Per questo ci auguriamo che nel prossimo futuro sia Carlo Alvino che gli altri giornalisti partenopei parlino a fatti ormai compiuti, perché altrimenti si rischia di allontanare ancora di più una tifoseria già troppo distante da una società che comunque negli anni ha solo fatto il bene del Napoli.

 

Gianluca Imparato.

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