Cosa abbiamo appreso da Napoli-Lazio

Per una sera la jella nera si dimentica del Napoli. Ed arriva una vittoria che fa morale e porta gli azzurri in semifinale di Coppa Italia. Una partita illuminata da una prodezza di Insigne in apertura, e poi rovinata dall’arbitro.

È stata una gara strana. 4 pali, due per parte. E due gol annullati, giustamente, per la Lazio per fuorigioco. Diciamolo: il Napoli aveva fatto molto meglio dieci giorni fa a Roma, perdendo. Stavolta il pari sarebbe stato più giusto, per quanto la Lazio non è che abbia costruito tanto.

A livello tecnico, l’espulsione di Hysaj è stata molto penalizzante per il Napoli. Luperto a questi livelli è inguardabile. Ed è stato un peccato aver visto Lobotka pochi minuti. È chiaro che Gattuso ha fatto una scelta: a centrocampo uno tra Fabian e Zielinski non troverà spazio dall’inizio. La folle scommessa di Ancelotti è stata rinnegata.

Bene Insigne, autore di un gol straordinario, e di una prestazione da capitano vero. Bene, molto bene Di Lorenzo, specie sulla fascia. Milik per lunghi tratti inconsistente. Anche se qualcosina l’ha fatta. Bene Manolas, benino Callejon e Mario Rui. Decisamente convincente Demme, che ha preso possesso del centrocampo immediatamente. Con lui in campo è decisamente un altro Napoli.

Due parole su Ospina. Gattuso continua a preferirlo a Meret perché usa meglio i piedi. Scelta singolare. Ospina stavolta non ha subito gol, ma ha sbagliato in almeno due occasioni. Sul rigore una respinta corta, laddove si poteva bloccare il pallone. E poi sul gol annullato a Immobile un tentativo di parata goffo. Meret in panchina è un insulto al calcio.

La Lazio ha giocato con la formazione titolare e non ha snobbato la competizione, ma è mancato un po’ del sacro fuoco mostrato in campionato. I legni hanno inciso, così come il rigore sbagliato, in un match assolutamente equilibrato. La squadra di Inzaghi è uscita dalla Coppa Italia, tenendo fede all’all-in sul campionato. Se per il quarto posto la squadra è assolutamente forte e completa, per sognare l’innominabile serve mettere mano al portafoglio per regalare a Inzaghi quei 2-3 giocatori importanti per elevare il livello della squadra.

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