Sir Alex Ferguson e l’adattamento del Manchester United ai cambiamenti tattici nel calcio inglese

I tanti trofei vinti dallo United negli ultimi venti anni sono frutto soprattutto della capacità del proprio allenatore, Alex Ferguson, di sapersi adattare ai cambiamenti del calcio inglese. Vediamo come però anche lo scozzese ha modificato la Premier e non solo.

Sir Alex Ferguson è considerato uno dei più grandi allenatori della storia del calcio per i tanti trofei vinti nei 27 anni in cui è stato sulla panchina dello United, ma quello che molti dimenticano è la sua grande capacità di sapersi adattare nel tempo. Fu il primo infatti a rivoluzionare il gioco inglese, da sempre caratterizzato da palle lunghe per attaccanti molto alti, con un possesso palla molto efficace e dei contropiedi micidiali mai visti in Premier League.

Ricordiamo le sue dichiarazioni più celebri: “La mia più grande sfida è stata buttare giù il Liverpool dal suo fottuto piedistallo”. Nel 1986, anno di queste dichiarazioni, il Liverpool aveva vinto 16 titoli inglesi e lo United 7. Nel 2013, anno dell’addio di Ferguson, i Red Devils ne avevano vinti 20 e il Liverpool 18.

L’arte del contropiede.

All’inizio della sua carriera puntò infatti su un catenaccio e contropiede molto italiano, che risultò decisivo sopratutto contro le altre big. Fu uno dei primi ad adottare il 4-2-3-1, modulo utilizzato oggi per esempio da Mourinho, ma che allora sembrava un’utopia.

Ferguson reinventò Cantona nella posizione di trequartista dietro la prima punta e i risultati non tardarono ad arrivare. Emblematica di questo momento è la sfida del 1993 sul campo del Norwich, che a sorpresa guidava la classifica. Il match disputato a Carrow Road dimostrò tutto il potenziale del primo grande United dell’allenatore scozzese.

I Red Devils infatti riuscivano a contenere qualsiasi sortita offensiva degli avversari per poi punirli con contropiedi veloci e precisi grazie alla tecnica sopraffina dei propri attaccanti, tra cui ricordiamo su tutti l’eterno capitano Ryan Giggs. Gli uomini di Ferguson riuscirono a segnare tre gol in 21 minuti con la terza rete che è il marchio di fabbrica di quella squadra, dato che fu realizzata in nove secondi con solo sei tocchi. 

Imparare dai rivali.

Nel 2004 l’arrivo di Mourinho sulla panchina del Chelsea rivoluzionò ulteriormente il calcio inglese e Ferguson fu costretto a cambiare il proprio assetto. L’allenatore portoghese introdusse infatti un 4-3-3 molto più europeo rispetto ai moduli in uso in Inghilterra e di fatto divenne il più grande rivale dello storico manager dello United.

Certo, Wenger fu un osso duro, ma tatticamente proponeva lo stesso modulo di Ferguson e dopo l’anno degli invincibili non fu un grosso problema. Al contrario Mourinho con il suo centrocampo a tre mise sempre in seria difficoltà i Red devils strappandogli anche due Premier, ma Ferguson non cambió fino all’addio dell’allenatore portoghese nel 2007.

Con l’aiuto del proprio assistente, Carlos Queiroz, altro maestro del 4-3-3 e responsabile dell’arrivo di Cristiano Ronaldo, Ferguson costruì una delle squadre più forti di sempre che poteva contare su un attacco formidabile oltre a una coppia di difensori centrali insuperabili. I risultati arrivarono immediatamente, dato che il trio offensivo composto da Ronaldo, Rooney e Tevez segnó la bellezza di 79 gol nella stagione 2007/08 portando la propria squadra alla vittoria della Premier e della Champions League. 

In totale la leggenda scozzese ha vinto ben 13 Premier e 2 Champions League alla guida del Manchester United, che difficilmente senza di lui avrebbe ottenuto tutti questi trofei. Questo perché anche se hai una squadra piena di talenti poi devi saperti adattare agli avversari e in questo Ferguson è stato un vero e proprio maestro. 

 

Gianluca Imparato

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