Dopo la separazione dal tecnico della promozione e del quinto posto in Serie B, Vincenzo Vivarini, la dirigenza del Catanzaro è al lavoro in cerca di un degno sostituto. Il profilo ideale per sodalizio guidato dal presidente Floriano Noto è quello di un tecnico giovane e preparato che sappia coltivare i giovani e in grado di proseguire il lavoro iniziato dal tecnico di Ari. Da queste caratteristiche il nome più caldo sembra essere quello di Alberto Aquilani, reduce dall’esperienza sulla panchina del Pisa col quale ha disputato un campionato altalenante.

Dopo essere stato accostato nei mesi scorsi alla Fiorentina, club di cui in passato ha guidato con successo le squadre giovanili ma che alla fine ha scelto di affidare la panchina a Raffaele Palladino, l’ex centrocampista di Roma e Milan è finito nel mirino di ben tre squadre di Serie B.

pisa aquilani
Foto twitter account Serie B BKT

Oltre al Catanzaro, infatti, anche Frosinone e Reggiana hanno avanzato delle offerte ad Aquilani. Tuttavia, qualora il tecnico romano dovesse cedere alle avances delle concorrenti, il club giallorosso sarebbe costretto a puntare su delle alternative con delle caratteristiche simili , pescando anche dalle serie inferiori.

Il nuovo allenatore potrebbe arrivare dalla Serie C?

Un altro nome caldo in casa Catanzaro, secondo quanto riportato da TMW, sarebbe quello di Massimo Brambilla. Il tecnico Brianzolo, da due stagioni alla guida della Juventus Next Gen. In questo biennio l’ex centrocampista di Torino e Cagliari, nella seconda squadra del club bianconero, ha lavorato con giovani interessanti del calibro di Soulè, Illing-Junior, Rafia e Huijsen; tutti nomi ormai noti in Serie A. Proprio per il suo lavoro svolto alla Juventus Next Gen, e nei settori giovanili di varie squadre come l’Atalanta, Brambilla sembra essere il nome giusto per la dirigenza del Catanzaro. Oltre alla caratteristiche, il tecnico classe 1973 è una vecchia conoscenza del Dg Paolo Morganti e questo, qualora dovesse essere la scelta definito del club calabrese, potrebbe essere la carta decisiva per portarlo alla corte del presidente Noto.