Ronaldo il Fenomeno e Samuel Eto’o hanno fatto la storia dell’Inter. I due sono tra i migliori calciatori che i tifosi della Beneamata hanno mai visto. Il brasiliano ha vinto la Coppa UEFA da protagonista principale e ha sfiorato uno scudetto. Il camerunese ha vinto Champions League e scudetto in una squadra di campionissimi.

Samuel Eto’o è un uomo che è considerato quasi universalmente come il più grande calciatore africano di tutti i tempi, ancor più di Weah, ancor più di Drogba. È il talismano che ha portato i Leoni Indomabili al successo continentale in 17 anni di carriera internazionale, assicurandosi un prolifico bottino di record e riconoscimenti individuali nel corso della sua carriera. Un uomo che è venuto all’attenzione del mondo giocando in quel Barcellona considerato una delle squadre più forti di tutti i tempi, e la cui storia è iniziata incredibilmente a casa degli acerrimi rivali dei blaugrana.

Ronaldo il Fenomeno in Brasile, e non solo, viene paragonato a O Rei Pelé. Sfogliando le varie classifiche delle riviste internazionali più rinomate, il suo nome è accostato più a quello della leggenda del Santos che a quello di un Ronaldinho o un Garrincha. Ha vinto un Mondiale segnando ben otto reti e, due edizioni prima, ha figurato da teenager nella rosa che ha sconfitto l’Italia in finale al Rose Bowl di Pasadena.

Il Fenomeno è stato insignito due volte del Pallone d’oro. Trofeo mai conquistato da Eto’o. A 25 anni già era stato insignito di tre titoli come miglior giocatore africano e a 25 anni aveva vinto la sua Champions. Detto questo, le carriera di Ronaldo il Fenomeno nei primi anni era stata ben più “precoce”.

Entrambi hanno poi avuto possibilità diverse in momenti diversi. Il Ronaldo del Barcellona era capitato al posto giusto nel momento giusto. Il brasiliano ha vinto due coppe europee da giovanissimo, mettendoci ben più che uno zampino, ma facendo la parte del leone. I detrattori affermano che non è riuscito a vincere la Champions, nonostante avesse la squadra per vincerla, ed è vero. Si può tuttavia obiettare ricordando che venti anni fa in Champions andavano solo due squadre e che vincere una Coppa UEFA o una Coppa delle Coppe aveva ben altro valore rispetto all’attuale Europa League.

Eto’o è stato devastante negli anni del Barcellona, facendo la parte del (re) leone ai tempi della prima Champions. Fenomenale anche nell’altro successo, anche se la presenza di un Messi stellare ha certamente aiutato. Il discorso squadra si applica anche con l’Inter. Quell’Inter era una squadra di marziani, durata solo un anno, va detto, ma furono fondamentali tutti i tasselli. Su 11 giocatori titolari furono tutti quasi equamente fondamentali. Ne fossero mancati uno o due, quell’Inter non avrebbe vinto. Eto’o era il collante tra più fasi: seconda punta, esterno, terzino, centravanti trequartista, contropiedista. La stella del triplete fu Milito, ma quel Samuel Eto’o, il cui contributo viene sottovalutato in quanto segnò meno del solito, fu il collante perfetto e diede un saggio della sua utilità applicata a forza, tecnica, rapidità, velocità, classe e potenza.

Eto’o è uno dei giocatori più completi di tutti i tempi, unico nel suo genere. Osiamo definirlo il “tuttocampista trasformista”. Per quanto dotato di tecnica sopraffina, in questa skill non è arrivato ai picchi di Ronaldo il Fenomeno. La sua interpretazione del ruolo in chiave moderna e che trascende gli schemi tattici, pur essendo un perfetto interprete degli stessi, rende qualsiasi paragone con i migliori attaccanti di sempre, in termini di valore assoluto, totalmente lecito. E l’investitura dello stesso Ronaldo è stata delle più belle mai fatte a un collega: «Non c’è nessuno che ha vinto come Eto’o, nessuno che sa vincere le partite che contano come Eto’o».

Stima ricambiata dal collega, che ha ritenuto Ronaldo il migliore di sempre, assieme a Messi e CR7. In verità, il camerunese ha consegnato lo scettro al Fenomeno anni fa. Ha poi insignito CR7, correggendo poi il tiro e designando Messi.

Per quale motivo, nonostante le Champions vinte, Eto’o non viene inserito nella stessa fascia di Ronaldo? Il Fenomeno ha vinto appena un campionato e due coppe diverse dalla Champions per quanto riguarda i club.

Abbiamo provato ad analizzare i motivi.

Ronaldo è stato l’artefice della crescita di PSV, Inter e Barcellona

Il Fenomeno ha giocato solo un anno con la maglia del PSV ma è stato devastante. Veniva definito “Mister un gol a partita”. A Eindhoven avevano ammirato Romario poco tempo prima, ma il Fenomeno non gli era affatto inferiore. L’Inter era una squadra ancora immersa in un torpore diventato stucchevole. La squadra vantava ottimi giocatori ma era “operaia”. Il brasiliano è stato il leader carismatico nonostante avesse appena 21 anni. Il Barcellona era in calo dopo gli anni di Cruyff ed era entrato in un vortice negativo. Il Fenomeno si è abbattuto come un ciclone sulla Liga (pur non vincendola) e sul calcio europeo.

Eto’o è stato uno splendido giocatore di sistema ma il protagonista principale è stato un altro

Quell’Inter e quel Barcellona erano squadre zeppe di campioni. Il camerunese viveva un po’ all’ombra di Ronaldinho prima e Messi poi. La stella principale è sempre stata un altro calciatore. All’Inter il Principe Milito è diventato Re. Quella squadra ha avuto poi protagonisti decisivi in tutti i ruoli. Eto’o non era “uno dei tanti” ma non l’artefice principale.

Ronaldo è stato molto più mediatico rispetto a Eto’o

Non che Eto’o non fosse una star, ma il Fenomeno è stato il calciatore più gettonato dalle pubblicità. Il suo calcio era troppo bello da vedere, troppo innovativo. Coniugava skill brasiliane a potenza ed efficacia europea. Il camerunese abbinava invece straordinarie qualità atletiche tipiche dei calciatori camerunesi a una disciplina tattica europea, quasi italiana. L’ex Sampdoria era pulitissimo nel tocco e nel dribbling ma non si avvicinava alle vette di spettacolarità del Fenomeno.

Ronaldo ha avuto la ribalta mondiale

Il Camerun ha vinto coppe d’Africa e un’Olimpiade con Eto’o. Buona generazione ma non di fenomeni. Al Mondiale non ha mai fatto granché, proprio perché non poteva competere con le corazzate europee e sudamericane. Ronaldo ha sempre giocato in un Brasile formidabile, ma segnare otto gol a un Mondiale, di cui due in finale, è per pochi eletti. Nel 1998 era stato grande protagonista fino al grave problema di salute, su cui aleggerà perennemente il mistero, manifestato in finale. E, pur non giocando, ha fatto parte della rosa del Mondiale 1994 quando aveva appena 17 anni.

Si ritiene che nel periodo in cui Ronaldo era in auge il livello fosse più alto

Tra i due intercorrono cinque anni di differenza. Ronaldo è del 1976, Eto’o del 1981. Quando Ronaldo era in auge il livello del calcio, a cavallo del nuovo millennio, veniva ritenuto più alto. A torto o a ragione. Eto’o è esploso a metà dei primi anni 2000. Naturalmente il discorso è opinabile, ma la tendenza generale è quella di ritenere più elevato il livello calcistico quando il Fenomeno giocava con le maglie di Inter e Real, ad esempio.

Ronaldo fenomenale, nonostante gli infortuni

La carriera del Fenomeno è stata condizionata da diversi infortuni. Nonostante tutto si è rialzato e ha fatto la differenza anche al Real. Inoltre ha vinto un Mondiale pochi mesi dopo essere rientrato dall’ennesimo stop causato da un gravissimo infortunio. Molti si interrogano su cosa sarebbe stato senza queste serie di contrattempi.