Il VAR, acronimo di Video Assistant Referee, ha rivoluzionato il mondo del calcio italiano a partire dalla stagione 2017-18. Introdotto con l’obiettivo di ridurre gli errori arbitrali e aumentare l’equità in campo, il sistema di video-assistenza ha acceso fin da subito un acceso dibattito tra sostenitori e detrattori.

Luci e ombre del VAR

Tra gli aspetti positivi del VAR, si annovera senza dubbio la sua capacità di correggere decisioni arbitrali clamorosamente errate, soprattutto in situazioni di gioco che sfuggono alla percezione in tempo reale dell’arbitro. Esempi emblematici sono la goal-line technology, che ha eliminato la quasi totalità degli errori relativi al superamento della linea di porta, e il fuorigioco semiautomatico, che ha reso più precise e oggettive le valutazioni su questo fondamentale aspetto del gioco.

Tuttavia, il VAR non è esente da criticità. Innanzitutto, la sua applicazione rimane soggettiva in diverse circostanze (la famosa ed ampia zona grigia), come ad esempio la valutazione di falli o rigori dubbi. La moviola, infatti, può essere interpretata in modi differenti, generando spesso polemiche e frustrazione tra le squadre e i tifosi a cui poco serve il paleativo della trasmissione OpenVar, nata per dissipare eventuali dubbi o retropensieri, che ha in realtà evidenziato quanto sia soggettiva e spesso confusionaria la valutazione di tutti i componenti soprattutto in casi particolarmente border-line.

Ultime note margine, non meno importanti: l’utilizzo del VAR ha portato ad un aumento del tempo di gioco effettivo, con frequenti interruzioni che spezzettano il ritmo della partita e penalizzano la spettacolarità dello sport. A ciò si aggiunge l’incognita del costo elevato del sistema, che grava sui bilanci delle società calcistiche.

Polemiche incessanti e il voto in Premier League

Nonostante i suoi benefici, le polemiche legate al VAR non sono mai scemate nel corso degli anni. Le decisioni controverse, spesso al limite del millimetro, hanno alimentato dubbi sulla reale efficacia del sistema e sulla sua capacità di garantire un’effettiva giustizia sportiva.

L’acceso dibattito sul VAR ha raggiunto un nuovo culmine in vista del voto che si terrà il 6 giugno in Premier League, dove le squadre decideranno se mantenere o meno la tecnologia. In Italia, la discussione è destinata a riaccendersi, soprattutto alla luce di possibili cambiamenti nel panorama internazionale.

Futuro incerto

Il futuro del VAR in Italia appare incerto. Il sistema ha senza dubbio i suoi meriti, ma le criticità e le polemiche persistenti pongono un interrogativo fondamentale: vale la pena continuare ad utilizzarlo? La risposta non è semplice e richiede un’attenta valutazione di tutti i pro e i contro.

Il dibattito sul VAR è destinato a proseguire, alimentato anche dalle decisioni che verranno prese in altri campionati europei. Il calcio italiano si trova di fronte a un bivio: confermare la tecnologia con le sue imperfezioni o tornare al passato, rischiando di ripiombare nell’era degli errori arbitrali clamorosi.

Solo il tempo dirà quale sarà la scelta che verrà compiuta. L’importante è che la discussione sia aperta, costruttiva e basata su un’analisi oggettiva dei fatti, e non su mere scelte di comodo come spesso accade nelle stanze dei bottoni del nostro Calcio, al fine di individuare la soluzione migliore per il futuro del calcio italiano.