Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter, commenta così il cambio di proprietà, da Suning a Oaktree, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera: “Ho parlato con Zhang ed era dispiaciuto, molto dispiaciuto. È un ragazzo intelligente, serio, perbene e alla guida dell’Inter è cresciuto. È diventato un vero presidente, a prescindere da soldi investiti o trofei vinti, che comunque sono tanti e non va dimenticato.”

Quali volti hanno quelli del fondo? Chi comanda?
“Devo fare un premessa, stando dentro questa realtà: se un fondo disponde di un patrimonio pressoché infinito non vuol dire che sia per forza un sinonimo di qualità. Parlo dal punto di vista del tifoso: l’Inter non sarà la priorità del fondo, non sarà il centro del progetto come lo era per Zhang, sarà soltanto uno dei tanti asset”

Così si comincia già con la preoccupazione.
“E’ normale che avendo appena festeggiato la seconda stella forse non riusciamo a ragionare sui possibili problemi futuri. Ed è normale che sia così”

Oaktree sarà un problema?
“Non si può sapere, la sensazione è di una certa sicurezza nella parte dirigenziale e a questo punto dobbiamo fidarci di loro”

Dietro le mosse del fondo può esserci un compratore?
“Questa è una domanda da fare a chi sta nei piani alti dell’Inter, io non ci sono più”