In Serie C ha preso il via la fase nazionale dei playoff. Nelle gare di andata del primo turno salta quasi del tutto il fattore campo. Ben quattro, infatti, le vittorie esterne, che sembrano aver già orientato decisamente la qualificazione ai quarti. La Carrarese passa a Perugia (2-0). Il Vicenza si impone a Taranto (1-0); medesimo risultato anche per il Catania sul campo dell’Atalanta Under23. Lo stesso dicasi per la Casertana a casa della Juve Next Gen. A completare il quadro, il pari del Benevento contro la Triestina: al “Nereo Rocco” finisce 1-1.

Il ritorno è in programma sabato a campi invertiti. Qualora dovesse sussistere la parità complessiva nel computo delle reti realizzate tra andata e ritorno, non sono previsti tempi supplementari e calci di rigore: si qualificano le squadre meglio piazzate in classifica nella stagione regolare, che giocano ovviamente il ritorno in casa.

Dopo questa prima scrematura, entreranno in scena le teste di serie: Padova, Torre, Avellino; nonché la migliore classificata in stagione regolare tra le qualificate dal turno in corso preliminare. Domenica 19 maggio, nella sede della Lega Pro a Firenze, il sorteggio degli accoppiamenti.

In D sgomitano inutilmente

Nel frattempo, al piano di sotto, si scannano per un eventuale posto al sole in chiave ripescaggi. Proviamo a spiegare meglio la situazione, partendo da una breve premessa. Sono iniziati pure in Serie D i playoff. Una post season che coinvolge non soltanto piccole realtà di provincia. Tante le “nobili decadute”, con alle spalle diverse stagioni in C. Senza però trascurare significativi passaggi in cadetteria e Serie A.

Varese, Piacenza e Treviso al Nord. Grosseto, Livorno e Sambenedettese al Centro. E poi il gruppone delle meridionali: Nocerina, Martina, Fidelis Andria, Siracusa, Reggina e Acireale. Accomunate, indistintamente, dal medesimo destino beffardo. Qualcuna addirittura è già stata eliminata. Ma il punto non è questo. Tutte stanno (forse…) perdendo il loro tempo. Oltre a impiegare risorse fisiche, economiche e mentali. Presto detto il motivo: presumibilmente, rimarranno comunque in serie D.

Sostanzialmente, chi vince i playoff non ha l’accesso garantito alla C. Bensì, si limita a migliora la propria graduatoria in ottica ripescaggi. Con la conseguenza che qualora in estate non si ritirasse nessuno, o peggio, la Federazione riuscisse a iscrivere tutte le aventi diritto, il carrozzone imbastito dalla D sarebbe stato praticamente inutile.   

Incognita Under23

A rendere la situazione ancora più grottesca, la creazione delle “seconde squadre” o Under23. Un progetto in cui hanno creduto finora solamente da Juventus e Atalanta, ma capace di stimolare l’attenzione di altri club della massima categoria, tipo Milan e Fiorentina, che pare abbiano pensato di metterne in cantiere una per la prossima stagione. Così, se saltasse davvero qualche società di Serie C, toccherebbe alle blasonate diramazioni della A prenderne il posto in organico.

Insomma, il “Sistema-calcio” italiano, da un lato esalta favole meravigliose, in grado di raccontare la cavalcata del Bologna fino alla Champions League. Oppure eleggere l’Atalanta a fiore all’occhiello di una filosofia gestionale economicamente sostenibile. Dall’altro, tuttavia, uccide il pallone fatto dalle “provinciali”. Al punto da aumentare in maniera esponenziale la differenza tra il vertice e la base della piramide pedatoria.    

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