Con la stagione quasi al termine e un Milan praticamente certo della seconda posizione, è giunto il momento di ragionare su quanto fatto in questa annata e cosa si può migliorare per la prossima. Intanto, però, c’è anche un po’ di spazio per un po’ d’introspezione e autoanalisi ed è ciò che ha fatto Rafael Leao. Il portoghese è intervenuto a Sport.xyz, parlando del suo percorso da calciatore: “Sono un giocatore giovane, molti ragazzi hanno il sogno di diventare giocatori. Credo di avere un buon istinto, ho giocato per strada con i miei amici, guardavo i miei idoli e provavo le loro mosse sul campo. Ora sto cercando di migliorare la finalizzazione. Mi sento un attaccante, devo essere concentrato, freddo nella finalizzazione. Allo Sporting alcuni miei compagni giocavano più di me. Mi chiedevo come mai non giocassi. Dopo due anni, un allenatore è arrivato da me e disse che potevo essere quello che volevo, basta essere concentrati e migliorarsi. In quel momento mi servivano quelle parole e ho iniziato a crescere”.

ibrahimovic rientro
Fonte twitter ufficiale AC Milan

Leao prosegue: “Quando arrivai al Milan la prima partita non fu ottima a livello di qualità, ma ho sentito il supporto di tutti. Per me è stato difficile, eravamo tanti e c’era tanta qualità. Nella mia testa mi dicevo di sapere cosa devo fare, ma che ho bisogno di fare di più. Il Milan ha vinto 7 Champions, dovevo mostrare qualcosa. Ibra? In allenamento controllava anche le cose più piccole. Mi aiutava a essere più concentrato anche davanti al portiere, dopo avere superato il difensore. Il Milan ha tante cose che altri non hanno; lo stadio, il supporto, la passione. Troppe cose per elencarle tutte”.