Allo Stadio Giuseppe Meazza il Milan ha perso contro l’Inter per 2-0. Grazie a questa vittoria i neroazzurri sono campioni d’Italia per la loro ventesima volta conquistando la seconda stella. Un trionfo senza se o ma questo della squadra allenata da Simone Inzaghi: l’ex allenatore della Lazio ha saputo gestire un gruppo in maniera efficiente e devastante. Una cavalcata perfetta questa da parte dell’Inter che ha saputo gestire la piccola crisi contro il Sassuolo nel girone d’andata. Da quel momento in poi solo l’Atletico Madrid in Champions League e Bologna in Coppa Italia hanno infranto la gioia dei neroazzurri in questa annata quasi perfetta.

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La prima occasione del derby meneghino è stata sui piedi di Lautaro Martinez che grazie alla sponda di Darmian ha sfiorato la rete. Al 9′ Bastoni ha trovato libero Pavard, ma il colpo di testa del francese si è spento sul fondo. I rossoneri hanno avuto una buona palla gol al 14′ con Theo Hernandez, ma il suo tiro si è spento sul fondo. Questo primo quarto di gara è stato frizzantino ma con gli “ospiti” padroni del campo. E’ sembrato che l’Inter abbia trovato le linee guida per poter scardinare la difesa del club allenato da Stefano Pioli. Al 19′ si è spaccato il Derby della Madonnina: Pavard ha spizzato un pallone e Acerbi da due passi ha battuto a rete per il vantaggio neroazzurro.

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La forza offensiva dell’Inter è stata quasi letale al 25′ con Lautaro Martinez, ma l’argentino ha calciato sopra la traversa. Dopo tanto “silenzio” il Milan si è riaffacciato in area di rigore con Rafael Leao, ma Sommer è stato abile a proteggere la porta. Batti e ribatti tra il 30′ e il 40′: prima Thuram ha sfiorato il palo con Maignan battuto, mentre Calabria ha cercato la conclusione senza fortuna. L’arbitro Andrea Colombo ha decretato 1 minuto di recupero che è stato ottimizzato da Rafael Leao, ma prima Pavard e poi un rimpallo hanno chiuso in calcio d’angolo. I primi 45 minuti del match hanno visto l’Inter primeggiare grazie ad ottime trame offensive e ad una precisione sottorete. Il Milan invece non è riuscito a concretizzare poche azioni realizzate.

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La ripresa del match è stata con gli stessi effettivi. Come nel primo tempo l’Inter ha cercato subito di realizzare un gol a freddo, ma rispetto ai primi 45 minuti ci è riuscita. Al 50′ Thuram ha ricevuto un pallone sulla sinistra e col destro ha freddato per la seconda volta Maignan. 0-2 per i neroazzurri. La risposta del Milan è stata rabbiosa ma poco efficiente: Theo Hernandez è stato respinto da Sommer e successivamente Loftus-Cheek non ha trovato la porta. Primo cambio di questo affasciante derby: dentro Reijnders per Giroud per il Milan.

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Altra grande occasione per l’Inter poco prima dell’ora di gioco con Calhanoglu, ma rispetto ai derby passati l’ex rossonero non ha trovato la via del gol. Il Milan non ha trovato varchi e la paranoia in campo è diventata parte integrante: infatti l’attacco di chi oggi gioca in casa non sta trovando perfetti sbocchi adeguati e le conclusioni sono state imperfette. Al 62′ Mkhitaryan ha cercato di battere Maignan con un pallonetto, ma il pallone è uscito fuori. Doppio cambio per il Milan: fuori Adli e Loftus-Cheek per Bennacer e Chukwueze.

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Al minuto 74 Pulisic ha cercato di riaprire il match senza però riuscirci. Per l’americano il pallone si è spento sopra la traversa. Cambi anche per l’Inter: fuori Dimarco e Barella per Carlos Augusto e Frattesi. Pioli ha inserito Okafor per Musah giocandosi il tutto per tutto. A 9 minuti dalla fine del match il Milan ha cercato di riaprire il match grazie alla rete di Tomori: l’ex difensore del Chelsea ha approfittato della sponda di Gabbia e ha realizzato il gol dell’1-2. Inzaghi è corso subito ai ripari: dentro Asllani per Calhanoglu, Dumfries per Darmian e De Vrij per Bastoni. Nel finale espulsi Theo Hernandez e Dumfries per un diverbio scatenato poi in un parapiglia e successivamente fuori anche Calabria per una gomitata su Frattesi. Dopo 5 minuti di recupero decretati dall’arbitro Andrea Colombo è terminato il match e aperto ufficialmente le danze ai festeggiamenti dell’Inter. Nerazzurri campioni d’Italia dopo 4 anni di assenza e seconda stella centrata sul petto.