Mancano poche ore all’attesissimo derby della Madonnina tra Milan e Inter, il confronto tra le due squadre milanesi che per la prima volta nella storia potrebbe decidere le sorti del campionato. Gli ultimi precedenti sono tutti in favore dei nerazzurri in quanto hanno vinto tutti i confronti contro al Diavolo. Dalla vittoria di Riyad nel gennaio dello scorso anno, dove in palio c’era la Supercoppa Italiana, al doppio confronto dell’Euro derby, valido per le semifinali di Champions League, fino alla gara di andata del campionato in corso, andata in scena il 16 settembre, terminata per 5-1 in favore dell’Inter.

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Foto Twitter account Inter

Quest’oggi la squadra di Inzaghi si presenta alla stracittadina con ben 14 punti di vantaggio sui rivali e tenterà l’affondo decisivo per chiudere definitivamente il discorso scudetto. In caso di vittoria per la Beneamata oltre al tricolore, il ventesimo della sua storia, si cucirebbe sul petto anche la tanto agognata seconda stella. Dall’altra parte i rossoneri, reduci da un periodo tutt’altro che esaltate, caratterizzato dall’eliminazione dall’Europa League per mano della Roma, proveranno a rovinare la festa ai cugini cercando di tornare alla vittoria cercando di tenere vive le poche speranze di rimonta o quanto meno blindare il secondo posto.

Intervistato da La Repubblica l’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini ha parlato del derby di Milano intervenendo anche sul futuro del club e sulla gestione Inzaghi, come riportato dal sito Fcinternews.it.

“Sarà un derby vero. Il Milan ce la metterà tutta per farci sudare la seconda stella. Arrivarci prima di loro è un sogno, e non esistono sogni facili da realizzare. Le due squadre si somigliano molto, al punto che fatico a trovare differenze. Sono forti, compatte, verticali. Solide ma votate all’attacco. E i giocatori sono amici fra loro. Il Trap è unico, ma Inzaghi sta dimostrando di non essere da meno, in quanto a carattere. È un combattente, anche se educato e gentile. E sa motivare i giocatori. Ho sempre creduto in Inzaghi, anche nei momenti più difficili. Gliel’ho detto quando sono andato in visita alla Pinetina, qualche mese fa.

 Il futuro del club? L’importante è che chi lo guida sia innamorato dell’Inter e Zhang lo è. Poco cambia se sia indiano, cinese, bulgaro o italiano. Ecco, fosse milanese sarebbe bello, quello sì. Come può rafforzarsi la squadra? Lo sa solo Marotta, di cui ho stima enorme. È il più bravo di tutti. Quel che decide lui deve andare bene a tutti gli interisti. La squadra è da finale di Champions. Ci è già arrivata, proverà a tornarci”.